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Editoriale : Salvador Dalì dà scacco ad Edward Cullen….

by on gen.28, 2013, under approfondimento in-depth article leading article editorial editoriale, dicono di lui, Interviste, Little Ashes, movies/film, Robert Pattinson, Twilight Saga

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di @fearlessmore

Se Edward Cullen ha dato a Robert Pattinson la visibilità e il successo che hanno garantito a David Cronenberg un pubblico più ampio e una maggiore facilità a reperire i finanziamenti per il suo ultimo film, Salvador Dalì probabilmente è il ruolo che ha garantito a Robert Pattinson di essere Eric Packer, il protagonista di Cosmopolis.

In un’intervista rilasciata a Indiewire durante il promo di Cosmopolis, Cronenberg dice infatti:

L’ho visto in “Little Ashes”, nel ruolo di un giovane Salvador Dalì. Faceva un accento spagnolo e non aveva paura di interpretare un personaggio eccentrico dalla sessualità ambigua.Quella è stata probabilmente la cosa che più di altre mi ha fatto capire che era la persona adatta“.

Ma cerchiamo di capire  cosa abbia spinto Robert ad accettare un ruolo complesso come quello  di Salvador Dalì in Little Ashes:

Ho girato Little Ashes prima di Twilight. “, racconta Rob a moviesonline.ca nel 2008,  ”Stavo per rinunciare alla recitazione prima di questo progetto. Ho fatto il casting circa due anni prima per il ruolo di Federico García Lorca. Poi mi hanno detto che avevano trovato un attore che assomigliava a Lorca per quel ruolo e mi hanno chiesto:”vuoi fare la parte di Dalì?”  Me lo hanno chiesto quattro giorni prima dell’inizio delle riprese. Ero molto disinteressato alla recitazione allora. Poi ho pensato, oh, tre mesi di vacanza in Spagna. Ok. Sono andato ed è stato un periodo intenso e difficile perché tutti parlavano in spagnolo ed io non so una parola di spagnolo.”

L’inglese Paul Morrison, regista di “Little Ashes”, ha parlato con l’Examiner prima dell’uscita del film, nel 2009, riguardo al  casting di Rob:” …la preoccupazione principale era selezionare gli attori perfetti. Per i ruoli di Lorca e Dalì credo di aver visto ogni giovane attore emergente disponibile , sia in Spagna che nel Regno Unito.Originariamente Rob avrebbe interpretato Lorca e io avevo intenzione di cercare Dalì in Spagna, ma Rob si sentiva talmente di più Dalì – il mix di intelligenza e vulnerabilità e coscienza di sé che la parte richiedeva – che ho cambiato idea e gli ho proposto il copione per Dalì.Era perfetto.E comunque non ho mai visto nessuno in Spagna che si sentisse giusto per Dalì.”

E’ strano come, per capire meglio Rob, sia meglio fare attenzione alle parole di chi ha lavorato con lui, piuttosto che a quello che lui stesso ha da dire. Si direbbe che Rob non dedichi molto tempo a chiedersi il perché delle proprie azioni, ma tenda piuttosto ad agire d’impulso, seguendo le proprie inclinazioni. Questo spiegherebbe anche perché si trovi sempre un po’ spiazzato di fronte a domande dirette sulle sue scelte e perché dia la netta sensazione di non avere ancora una chiara percezione di se stesso e delle proprie capacità. Oltre a far trapelare un’ evidente insicurezza (ma di questo abbiamo già parlato in passato…), dà la sensazione di non porsi affatto il problema di riflettere sulle proprie motivazioni, almeno finché non viene posto forzatamente di fronte al quesito. Ciò non di meno, nel momento in cui accetta un ruolo, più o meno consapevolmente, lo vediamo calarsi immediatamente nella parte per interiorizzarla, approfondirla e farla sua. Vediamo come lui stesso abbia raccontato a movies.about.com di aver affrontato il ruolo di Dalì:

“Ho messo da parte tutto quello che sapevo su di lui.C’è anche un sacco di letteratura sua e su di lui, e allora ti tocca ricostruire tutto di nuovo. E poi io dovevo interpretare un Dalì molto giovane, dai 18 ai 26 , gli anni in cui è avvenuta la trasformazione in quella caricatura che tutti conoscono. Era un ragazzo così cronicamente timido da giovane. Quindi in realtà non si trattava d’interpretare proprio Dalì, se non verso la fine, e tuttavia anche lì non è proprio Dalì. Si tratta più di interpretare il suo temperamento, penso”. Riflessioni profonde per uno che istintivamente aveva detto di aver accettato il ruolo per passare tre mesi di vacanza in Spagna! e poi ancora:

“Ho esaminato una montagna di materiale, perché sul set parlavano tutti spagnolo e allora passavo la giornata a leggere. Per me era la prima volta che  mi calavo nella caratterizzazione, cercando di lavorare sulla gestualità. C’era una foto di lui che “indicava” e io ho continuato a cercare di riprodurne il modo per circa tre giorni. Non l’avevo mai fatto per nessun altro lavoro. Lavoravo molto sulla gestualità e cose simili. Alla fine non ho idea di come sia uscito fuori. L’altro giorno qualcuno mi ha detto che non aveva idea che si trattasse di Dalì, finché non mi ha visto nel finale con i baffi all’insù.E io ho detto..”Oh, grande!” penso che sia un omaggio a lui,  quell’interpretazione. Non mi sono mai messo così tanto in relazione con un personaggio come con lui, che è strano, perchè tutti pensano che sia un pazzoide. Se leggi le sue autobiografie – ne ha scritte tre – sono in molti punti contraddittorie. [...] C’è così tanto di lui che trovo affascinante.E’ sconfortante quello che fatto a se stesso e tuttavia la gente lo vede come la sua maschera.Era quello che lui voleva, ma è divertente come lui fosse molto di più che questo bizzarro clown che era alla fine della sua vita, che si preoccupava solo del denaro. Era una persona estremamente complessa. Non sto dicendo che io lo sono, non lo sono affatto.”

E nonostante Rob sia rimasto deluso dall’assenza di proposte – dopo la partecipazione ad Harry Potter – al punto di pensare che la sua carriera cinematografica fosse finita prima ancora di cominciare,accetta “con leggerezza” ( da quello che lui stesso dice) un ruolo che poi “con leggerezza” non tratta affatto…anzi, in un certo senso diventa un ulteriore sfida, un qualcosa che (tanto che ho da perdere?) gli consente di andare oltre quella linea che non aveva ancora oltrepassato, come lui stesso dice a GQ, in un intervista del 2009:

“Per molti versi, stavo in qualche modo andando oltre ciò che pensavo fosse facile per me da fare, c’erano tutte quelle scene di nudo.Pensavo che non mi sarebbero state fatte altre proposte di cinema, così mi sono detto…ma si, perché non cercare di fare qualcosa di strano? ci sono tutte quelle scene di sesso gay.E, come sai, non ho mai fatto una scena di sesso con una ragazza in tutta la mia carriera!”

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E forse è proprio questa sua leggerezza – e questa poca fiducia in se stesso- che lo fanno sentire libero di sperimentare, come se non sentisse il peso di una responsabilità, come se la sua carriera non fosse – almeno fino ad allora- niente di poi così importante agli occhi del mondo da dover essere salvaguardata.

E’ se vero che è stato Edward Cullen a dargli la grande notorietà- ma anche i peggiori strali da parte della critica – è grazie a ruoli come Salvador Dalì in Little Ashes, che Rob ha dimostrato la propria sensibilità di attore e quella serietà professionale, che non è sfuggita all’occhio sapiente di un regista come Cronenberg.

Quindi che dire? Un incasso di poco più di $767,567 per Little Ashes forse ha fatto di più per Rob in termini di carriera, che i miliardi incassati con la saga di Twilight…buon segno. Aspettiamo con ansia di sapere cosa dirà di lui un regista come Werner Herzog…

 

edit  lunaticivy  – gif  weheartit.com

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1 Commento per questo articolo

  • becauseofrob

    Sono d’accordo Fearlessmore, Little Ashes e’ stato molto importante per Rob, un piccolo gioiello che ha rivelato il suo talento. Dove lui ha potuto cimentarsi in un ruolo strano, difficile ma stimolante. E ha creato un personaggio bellissimo. Per quanto un attore possa prepararsi, penso che il risultato finale dipenda anche dal suo istinto, dal suo gusto e dalla sua sensibilita’. Il suo Dali’ e’ affascinante, fragile, innocente, quasi virginale, timido e coraggioso allo stesso tempo, desideroso di sperimentare la vita, l’amore, l’arte. Anche nelle scene di sesso e’ elegante, tormentato, struggente. Assolutamente irresistibile agli occhi del suo amico Garcia Lorca.
    Ricordo che quando vidi il film la prima volta, rimasi colpita dalla sua bravura, e pensai che fosse molto versatile.

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