Cosmopolis – Recensione di/Review by “iconiglicimagerannovivi”, 19 gennaio
by @fearlessmore on gen.20, 2013, under Cosmopolis, movies/film, recensione review, Robert Pattinson

Il solo fatto di aver partorito un film asettico come A Dangerous Method portò a pormi domande abbastanza serie su cosa passasse in quel periodo nella mente del “Maestro”.
Certo, nel mondo del cinema di lavori un po’ così e così ci stanno, soprattutto se la tua carriera è stata un continuo percorso di successi.
Il problema è che da gente come Cronenberg si pretende sempre il massimo, è un’esigenza morale quanto artistica.
Probabilmente sono (forse) del tutto terminati i tempi del “body horror” (l’ultimo suo lavoro a riguardo risale a Existenz), che ci porteremo nel cuore come il miglior periodo artistico del regista canadese.
Cronenberg ha deciso di puntare su altro stile che appunto da Existenz in poi ha preso una forma sempre più particolare, più marcatamente psicologica e noir, anche se a onor del vero i lavori precedenti erano molto più cervellotici e complessi.
Cosmopolis rappresenta un’altra tappa di questa evoluzione, inarrestabile e sofferta.
E’ un film difficile, dove i dialoghi la fanno da padroni e le metafore sono frecciate che, se colte, fanno parecchio male.
Siamo a New York ed Eric Packer (un Pattinson sorprendentemente meno gay del solito e sorprendentemente bravo), pezzo grosso della finanza, decide di attraversare la città con la sua limousine supertecnologica pe recarsi dal suo barbiere di fiducia.
La città però è completamente bloccata a causa della visita del presidente degli Stati Uniti e soprattutto per le sommosse che stanno mettendo a ferro e fuoco la città.
Eric dall’interno della sua limousine è in grado di controllare l’intero sistema finanziario mondiale, il quale però sembra essere giunto sul punto di collassare.
Nel suo viaggio è accompagnato da persone che costituiscono le sue relazioni giornaliere, dalla moglie al medico, ognuna descrive una parte del suo mondo.
La limousine attraversa strade devastate dalla rivolta, dalla furia della gente ridotta quasi alla fame da un regime economico distruttivo.
Contemporanemanete all’interno dell’auto si svolgono dialoghi filosofici, scopate e controlli alla prostata, il tutto circondato da una cinica e perversa consapevolezza che la dissoluzione del materialismo coincide con la propria.
Eric prosegue, come attratto da un qualcosa più forte di lui, verso la fine di quel continuum che si è interrotto e al termine del quale non troverà altro che la sua inettitudine al vivere.
L’incapacità di provare pietà per se stessi.
Film di un impatto tremendo, profondo e allegorico, e forse proprio per questo sottovalutato.
Cronenberg attraverso un’opera di De Lillo descrive un universo che per quanto decadente e surreale possa apparire è atrocemente contemporaneo.
Il personaggio di Eric non è altro che l’incarnazione di coloro che oggi detengono le nelle loro mani le sorti del mondo, magnati della finanza o politici che siano.
L’orrore non è nella loro spregiudicatezza arrivista ma nella capacità di contemplare un disastro cui consapevolmente ci hanno condotto, senza il minimo rimorso.
Il rimedio o la via di fuga sono ipotesi scartate a priori.
L’anarchia non è solo bidoni a mo’ di barricata e vetrine rotte ma è assoluta e indistinta, infatti, le rivolte per le strade non appaiono come un segno di rivincita ma sono anche esse un ingranaggio dell’autodistruttività della razza umana.
Se fuori regna il caos, nella Limousine c’è l’alienazione totale interrotta da dialoghi la cui profondità contrasta con la freddezza con cui sono pronunciati.
Ogni personaggio (cammeo della Binoche divertente e mamma mia che gnocca a quarant’anni) che prende posto sul sedile racconta qualcosa di un universo regolato dalle leggi del narcisismo e dell’avidità, il cui unico problema anche davanti alla morte è rappresentato da una probabile asimmetria della prostata.
Il finale è il raggiungimento del tanto atteso scompenso psicotico da parte di una realtà borderline, autolesionista dalla nascita.
Film tra i migliori di Cronenberg, da rivedere tra qualche anno esclamando: “Mannaggiacristo”.












HAPPY BD
Intervista con Stefano Crescientini
ROB-LENDARIO 2011
ROB-LENDARIO 2012
Le Rpattz club
Mission Blacklist France
Pattinson Art Work
Pattinson Ladies
Pattinsonnews
Robert Pattinson Australia
Robert Pattinson Press Japan-Clara-Press-Project
Robert Pattinson Spain
Robsessed™ Addicted to Robert Pattinson
Spunk-Ransom
Thinking Of Rob
Todo Twilight Saga
Bel Ami film
Bel Amì Movie Uk
COSMOPOLIS FILM BLOG
Crazy for Robert
Diario Twilight
FANTASY EVENTS – ITACON
Notìcias Robert Pattinson Brasil
PattinsonWorld
PattyStewBoneCity
Robert Pattinson Daily
Robert Pattinson Italia
RobertPattinsonUk
Robnation
RobPattzNews
Robsessed Brasil
RobsessedSpain
Robstenation
Strictly Rob
Tra le righe di Breaking dawn
Water for Elephants Film
1° ANNIVERSARIO. 2 APRILE 2011
VERONA 26.09.2010
gennaio 20th, 2013 on 20:29
Ti piacerebbe che fosse gay, eh???
Pero’ sono contenta, che ti abbia sorpreso.
gennaio 21st, 2013 on 00:14
…..sorprendentemente meno gay del solito?…..Ma dove?..in quale ruolo?….Robert emana cosi’ tanta mascolinita’ e sensualita’ a soli 26 anni,che puoi avere un orgasmo al solo guardarlo.
gennaio 21st, 2013 on 19:10
Gay…. Meno gay….. Ma sto tizio dove lo vede gay? Ma…. Ormai non mi stupisco più di niente…..
gennaio 21st, 2013 on 20:43
A “sto tizio” (come lo chiama babalina) secondo me piacerebbe davvero che Rob fosse gay (come osserva argutamente because), perchè lui è sempre così dannatamente hot che .. mammia mia ha ragione patrizia !!!!
gennaio 22nd, 2013 on 01:14
Gay ? Lui ?

).
Comunque non mi importa che lo trovino gay , bisex , micio-macio o quant’altro .
L’importante è che lo trovino bravo …..
Poi , possono pure pensarne in un certo modo in pubblico e sognarne in un altro in privato ( … vero , Because ?