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Film Freak Central – Cosmopolis : “Una dichiarazione assoluta di paura e disgusto”

by on ago.23, 2012, under Interviste

TRADUZIONE ITALIANA @fearlessmore

di Walter Chaw per Film Freak Central

Il “North by Northwest” (thriller americano del 1959 diretto da Hitchcock, ndt) di David Cronenberg – il suo adattamento del Cosmopolis di Don DeLillo- rappresenta il complicato e gelido sunto dell’ossessione che ha accompagnato il regista canadese nella sua carriera, per la voracità di natura insettile, per la quale mostra indulgenza. L’inclinazione di Cronenberg per i parassiti, dopo tutto, è essenzialmente ammirazione verso creature che vengono definite dalla loro fame. La sua ultima è Eric Packer (Robert Pattinson), un vorace predatore sessuale che vive nel bozzolo buio della sua limousine, mentre avanza a passo d’uomo attraverso Manhattan verso un negozio di barbiere, che sarebbe più a suo agio nella piccola e bucolica cittadina di A History of Violence, piuttosto che nei canyon di metallo di Manhattan. La sua esistenza, un po ‘come una trattoria lungo la strada, come una libreria con pareti foderate di carta e cuoio , è un’ulteriore prova di contaminazione – sacche purulente sulla pelle scintillante e sulle superfici sterili dell’industria.

Nessuna meraviglia che la marmaglia sporca che protesta per le strade di Gotham, abbia come simbolo unificante i topi, che sono i veri eredi del lavoro dell’uomo.

Cronenberg ci rammenta il suo “Crash” proprio in queste idee – e non soltanto nel suo desiderio di adattare per il cinema testi considerati inadattabili. Richiama alla mente l’idea di “Naked Lunch” dove il linguaggio è un contagio neurologico, e, più di tutto, sia il suo Videodrome (nella sua identificazione tra schermi e rapporti sessuali) che il suo eXistenZ (nella cancellazione di ogni linea di demarcazione significativa tra interiorità ed esteriorità ).

Cosmopolis è denso e multiforme – l’apice assoluto della pretenziosità , anche nel suo desiderio di spiegare non solo il suo creatore, ma tutto il mondo attuale, nella nostra epoca di informazioni mancanti.

Eric vuole un nuovo taglio di capelli. Per farlo, è disposto ad affrontare blocchi stradali dovuti a una visita presidenziale (“fammi capire, quale Presidente?”), proteste di un gruppo anti-capitalista avvelenato con la mancata equa distribuzione delle delle ricchezze americane, una processione per il funerale del rapper Sufi con uno stato emotivo (“sei deluso che non gli abbiano sparato?”), e le ferme rimostranze della sua guardia del corpo (Kevin Durand) e dell’autista (Abdul Ayoola). Vediamo che una minaccia credibile pende sulla vita di Eric che nel frattempo gioca d’azzardo col suo patrimonio sul valore dello yuan (modificato dallo Yen del libro, perché l’ironia di libri come quello di DeLillo è che, anche se sono preveggenti, non sono in grado di prevedere i dettagli) e perde. Eric è sposato con una ricca poetessa Elise (Sarah Gadon), che non vuole avere rapporti sessuali con lui, cosa che invece ottiene da un paio di donne, come Didi (Juliette Binoche) e Kendra (Patricia McKenzie). Per questo motivo la fredda e affascinante Elise dichiara continuamente di sentire l’odore del sesso su Eric. Eric, a un certo punto, annuncia che “è l’odore delle mie noccioline”. E’ la prova del senso dell’umorismo di Cronenberg, certo, ma anche il tipo di gioco di parole alla Charlie Kaufman (sceneggiatore americano, ndt) che Cosmopolis porta avanti come strumento di base. (La mente vacilla al pensiero di come potrebbe essere in realtà un film scritto da Kaufman e diretto da Cronenberg ). Alla fine, Eric affronta uno scontento Benno Levin (Paul Giamatti), in un altra di quelle biologiche pustole purulente della città scarnificata – con Benno avvolto per tutto il tempo in un asciugamano sporco mentre Eric si causa stimmate.

Cosmopolis tratta della disconnessione. Il suo obiettivo è la lente di un microscopio e il suo regista è un antropologo alieno. Il sesso è distaccato come le interazioni. La scena più inquietante è un tocco rapido della mano della Binoche, che tocca il piede di Eric, mentre si lascia scivolare sul pavimento della sua limousine, immediatamente dopo il rapporto sessuale. Lei parla di come non sia più in grado di capire come funzioni il mondo (quando si ricorda di una volta in cui disse: “il talento è più erotico quando è sprecato”, si domanda, “Che cosa volevo dire?”) E, più tardi, un’altra donna, Vija (Samantha Morton), capo della teoria di Eric, espone a lungo racconti sconclusionati, prima di ammettere che non sa quello che dice. Ha la caratteristica che forze esterne – scrittori e regista – guidano i personaggi e una narrazione che, così com’è, è completamente fuori del loro controllo. Queste persone sono marionette dello stile dell’Assurdo di alto livello, recitando esposizioni e teorie senza alcun collegamento reale con loro. Non lo siamo tutti? Conferma il disconoscimento da parte di Cronenberg di un sublime Romantico : Per lui, non c’è un “l’uno per l’altro”, al di là del meccanismo animale di funzione e movimento. Il mondo di Eric è diviso in cicli di consumo; Cronenberg non fa distinzione tra mangiare, cagare, fare sesso, fare soldi, perdere soldi. Anche la comunicazione è una funzione meccanica – le idee sono un virus che interferisce con i sistemi. Eric ad un certo punto cerca di acquistare una cappella progettata da Mark Rothko e gli viene detto che appartiene al pubblico. Egli risponde che, se così fosse, che il pubblico l’acquisti. Il capitalismo, come rituale e rito, non è diverso dalla religione. Di conseguenza, Cronenberg dà al suo parassita un santuario.

Eppure Cosmopolis non è un film politico. S’interessa del movimento Occupy nello stesso modo distaccato con cui tratta dei capitani della finanza che lo hanno ispirato: entrambe sindromi impersonali e insidiose come un tumore, e identici nella loro progressione metastatica. E ‘un film esistenziale, in altre parole, che mostra che non ci sono anime che saranno chiamate in Cielo,che siamo tutti automi programmati per acquisire, tenere d’occhio quello che abbiamo e quello che conquistiamo, prima di planare verso il basso. Mi piace la scena in cui Eric si sottopone ad un esame alla prostata mentre è impegnato in una riunione di lavoro, come un manzo da concorso alla fiera. La rivelazione che la sua prostata è asimmetrica è per Cronenberg, come il sangue nell’acqua per gli squali. Ricordate i gemelli in Dead Ringers? Le crescite fungine e le macchie d’acqua che formano i titoli di testa di Spider? Cosmopolis suggerisce che se la biologia tende alla simmetria, noi tendiamo ora, come specie, verso l’artificialità – spingendo noi stessi, attraverso le nostre credenze e le convinzioni più profonde, nel regno della biomeccanica. Abbiamo forzato l’evoluzione su noi stessi, non in esseri superiori, ma in cose rimpicciolite (“Temo che il mio organo sessuale sia scomparso all’interno del mio corpo”), chiuse in un trono cinto dalla tecnologia e da informazioni fatalmente non filtrate. ciò suggerisce che abbiamo lasciato passare una virulenza mortale nel nostro sistema – che, come dice un personaggio, abbiamo perso narrativa in favore di volume. il film è, infine, una sintesi del lavoro di Cronenberg fino ad oggi, oltre che una dichiarazione di assoluta di paura e disgusto. Un bel lavoro post-moderno,che ha ucciso Dio , scoprendo poi che non ce n’era uno con cui cominciare. Mi chiedo se qualcuno potrebbe sopportare un abbinamento di Cosmopolis col “Synecdoche, New York”di Kaufman.

voto:4/4


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