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FANGORIA – Cosmopolis . “Pattinson eccellente in un ruolo difficile”

by on ago.09, 2012, under Interviste

Traduzione Italiana @fearlessmore

di Chris Alexander per Fangoria, 29 maggio 2012

Meno di un anno fa, questo critico mise figurativamente mano alla penna per recensire il decisamente non-horror film “A Dangerous Method” dell’anticonformista maestro del macabro David Cronenberg, e addusse argomenti a sostegno del fatto che il film fosse effettivamente un’ altra estensione degli stessi temi della perdita trasformativa del controllo, che ha permeato tutti i film del regista da They Came From Within/Shivers (Il demone sotto la pelle, 1975)in poi.

Quella stessa fiducia guiderà ora la recensione del suo ultimo inebriante film Cosmopolis , un quadro vagamente distopico ambientato in una bizzarra versione della svolta del millennio, in base al romanzo satirico di Don DeLillo e interpretato dal rubacuori di TWILIGHT Robert Pattinson, in un ruolo decisamente lontano da un idolo delle teenagers.

Dopo il debutto di quest’anno al Festival di Cannes, la reazione della critica è stata mista, ma nominatemi un film di Cronenberg che non abbia incontrato un’accoglienza simile. CosmoPolis è la prova di un regista che ha impegnato cervello e anima in un film che è ancora più freddo, più calcolato, impenetrabile e alieno, rispetto a qualsiasi altro film del genere che abbia mai tentato prima. Fa sembrare “Rabid” (1977) un episodio di ” Yo Gabba Gabba” (programma TV per bambini, ndt), fa apparire il miasma psicologico di “Spider”(2002) come “The Big Bang Theory” (sit-com americana, ndt), la stranezza del legame sesso / auto di “Crash” (1996) come “Smokey and the Bandit” (action comedy di Hal Needham,1977,ndt) .
E ‘un film difficile da apprezzare, e richiede che il pubblico si immerga nel suo intelletto da insetto e con calma si apra alla narrazione distaccata. E sicuramente è un film difficile, ma per gli appassionati e gli studiosi seri della visione del mondo unica e incrollabile del regista, è al tempo stesso essenziale e immensamente gratificante.

Pattinson (che è eccellente in un ruolo difficile) interpreta un miliardario dallo sguardo spento di nome Eric Packer, un umanoide finemente dipinto su misura, che è l’incarnazione del capitalismo.

Come Cosmopolis inizia, vediamo Packer, con il suo capo della sicurezza (Kevin Durand), in occhiali da sole scuri, appoggiato alla parete di una “tomba aziendale”, mentre discutono sulla follia del suo progetto per la giornata, quello di salire sulla sua limousine ermeticamente sigillata e intraprendere un insidioso viaggio dall’altra parte della città per farsi tagliare i capelli. Il barbiere in sé è un rudimentale MacGuffin per il film (Il MacGuffin è un qualcosa che per i personaggi del film ha un’importanza cruciale, attorno al quale si crea enfasi e si svolge l’azione ma che non possiede un vero significato per lo spettatore, ndt), e anche la limousine in movimento per dare al pubblico una luce alla fine del suo freddo cromato tunnel, anche se Cosmopolis è naturalmente molto più che accuratezza follicolare.

Mentre la sua macchina blindata e insonorizzata – con i suoi numerosi accessori, i pannelli dalle luci lampeggianti e vari gadget- avanza a passo di lumaca per le strade di Manhattan (in realtà, in una Toronto affatto mascherata), si apprende attraverso il dialogo senza fine che Packer è un po’ nei guai. Quando si ferma e riceve la visita di vari collaboratori lungo il percorso, ci viene detto che ha perso molto, se non tutto, del suo grande patrimonio, a causa di un errore di calcolo vagamente dettagliato dello yuan, e che il suo sconsiderato viaggio attraverso l’inferno di una manifestazione anti-capitalista sempre più feroce , è in realtà una missione suicida, una sorta di joint venture nel suo personale “Heart of Darkness” (una novella scritta da Joseph Conrad, ndt).

Mentre il sesso è ampio (una scena in particolare risulta fra le più erotiche tra quelle girate da Cronenberg, e persino la grande Juliette Binoche si impegna in coppia con Pattinson) e la violenza breve ma sconvolgente (bulbi oculari cavati, una mano che viene colpita apertamente da un colpo di pistola), Cosmopolis è un film horror di tipo diverso. E’un esercizio a fuoco lento in un dialogo penetrante e in dissolvenza che impiega circa mezz’ora per prendere la sua forma di ritmo matematico.
E ‘un quadro leggermente inquietante e brillantemente progettato (ci ha lavorato lo scenografo Arv Greywal, e il suo lavoro, sia dentro che all’esterno della limousine , è superlativo) , e ha più di una sequenza di assurdità folle, dark ed esilarante, tra cui un pezzo di spettacolo in cui una sua sudata dipendente si masturba con una bottiglia d’acqua mentre lui si sottopone all’ esame della prostata più lungo del mondo (la prostata ha un grosso peso nella narrazione) e una scena di topi morti scagliati dentro una tavola calda da tizi urlanti anticapitalisti ( appaiono anche ratti giganti, e lo stesso roditore è un altro motivo importante).

Cosmopolis è senza dubbio un film che ad una visione superficiale può essere rifiutato dal pubblico. Ma mentre A Dangerous Method ricorda apparentemente i film del genere del duo cinematografico Ivory-Merchant mescolati con il desiderio sessuale, qui si tratta semplicemente di un altro racconto della follia dell’uomo, l’idiozia della società e l’illusione della norma.
Il crollo del suo personaggio è forse meno viscido, ma non meno profondo di quello di Seth Brundle (The Fly- La Mosca) o di Max Renn (Videodrome), forse ancora di più perché si basa sulla mente e la parola più che sulla protesica e il sanguinolento. In altre parole, questo è un David Cronenberg “vintage”, ma in una versione ancora più sofisticata e raffinata .

via Horror Reporter


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