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Cosmopolis,le recensioni di HeraldNet e Wired.com

by on ago.29, 2012, under Interviste

Traduzione Italiana : @fearlessmore

HeraldNet – “‘Cosmopolis offre a Robert Pattinson un ruolo totalmente diverso in un’opera intellettuale”

Robert Horton per HeraldNet :

Dal grande crollo finanziario del 2008, avete notato come gli economisti hanno parlato nei loro testi di “Dare una sforbiciata” a banche e affari ? La frase colorita significa che tutti noi dobbiamo darci una regolata in questi tempi magri.

Come si relaziona bene, quindi, che il personaggio centrale di “Cosmopolis”, un miliardario di Wall Street gestore attività finanziarie ( che titolo di lavoro!) decida che vuole un taglio di capelli, in un giorno di paralisi urbana. Un taglio di capelli letterale è quello che cerca, anche se nel corso della giornata ne otterrà uno di tipo finanziario .

“Cosmopolis” è un nuovo film diretto da David Cronenberg, che ha adattato il breve romanzo di Don DeLillo. Per il ruolo del giovane miliardario, Cronenberg ha scritturato il rubacuori di “Twilight” Robert Pattinson, che deve fare i conti con un ruole totalmente di rottura con i suoi precedenti: Pensate a tutti quei fan che vedranno questo film solo per scoprire un esercizio intellettuale da cinema d’essai.

Spingerà molti ad andarsene, o stimolerà qualcuno ad una presa di coscienza. In entrambi i casi, la scelta funziona. Pattinson potrebbe non essere ancora un grande attore , ma riesce a catturare il vuoto di questo 21 ° secolo, (e l’associazione di un vampiro con un operatore di Wall Street non è poi così campata per aria).

Questo personaggio, Eric Packer, è in viaggio nela suo superaccessoriata limousine per andare dal barbiere, ma gli ci vorrà tutto il giorno per attraversare la città. Vari collaboratori trascorrono del tempo in macchina con lui, e anche la sua neosposa (Sarah Gadon), che sembra avere un atteggiamento sardonico verso il suo uomo.

Eric esce anche dalla sua auto brevi per soste , e alla fine riesce a trovare il barbiere, come anche la casa di un pazzo (un malmesso Paul Giamatti) che ha seguito maniacalmente l’avanzare di Eric per tutta la città.

Nonostante le scene al di fuori della limousine, molto si svolge all’interno, tra cui un rapporto sessuale con una consulente d’arte (Juliette Binoche) e uno spiacevole esame clinico da parte di un medico .
Oltre tutto questo, è chiaro che Eric sta perdere centinaia di milioni di dollari, a causa di una fluttuazione monetaria sui mercati mondiali.

C’è anche una sommossa che sta esplodendo in strada, che potrebbe riferirsi al movimento Occupy, o essere un segno di un’apocalisse ancora più sinistra.

Cronenberg è felice di lasciare le cose irrisolte, e per certi versi il film appare legato a “The Dark Knight Rises”, nel senso che tira fuori un sacco di problemi, senza peraltro illustrarne lo scopo.

Se il significato del film è ambiguo, l’abilità di Cronenberg è spietata. Il silenzio come concetto di vuoto all’interno della limousine, proteggendo Eric Packer dal mondo reale, ne sottolinea fortemente la sua lontananza. E’ spaventoso come in nessun altro film horror di Cronenberg .

Un vampiro di Wall Street (Robert Pattinson) esce in limousine per andare a tagliarsi i capelli, un viaggio lungo un giorno, che coincide con il collasso della sua fortuna; uno scenario che il regista David Cronenberg usa per suggerire il vuoto di questo personaggio e del mondo irreale in cui tali catastrofi di vita e di morte accadono per un capriccio.

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WIRED.COM:” Cosmopolis porta in vita l’esistenziale ricerca di un taglio di capelli del libro”

Angela Watercutte per Wired.com

Cosmopolis, versione cinematografica di David Cronenberg dell’omonimo romanzo basato sui personaggi di Don DeLillo , è uno dei migliori adattamenti da libro degli ultimi tempi.

Il film è una testimonianza dell’attenzione del regista per i dettagli e la dedizione al suo materiale di origine, ma in ultima analisi significa molto di ciò il pubblico apprezza del film dipende dalla reazione alla stimolante riflessione di DeLillo sul denaro, il potere e l’autodistruzione nell’ America del 21° secolo.

Cosmopolis, sia il libro che il film, è una narrazione intelligente sugli effetti calamitosi del capitalismo, sia sulle persone abbienti che non abbienti. Entrambi iniziano con una citazione (“un topo è diventato l’unità di valuta”) dalla poesia di Zbigniew Herbert, scrittore di “Relazione della città assediata”.

Questa idea di denaro roditore è facilmente accostabile alla storia dei manifestanti anticapitalisti, come a quella del suo protagonista, il self-made miliardario Eric Packer (interpretato da Robert Pattinson, che è qui per ricordarvi che era un attore prima di essere uno scintillante vampiro). E tutti i soggetti coinvolti vogliono accendere un fiammifero solo per vedere il mondo bruciare.

L’R-rated film, attualmente in sala in alcune città e in altri cinema ancora venerdì, inizia in una mattina relativamente normale a Manhattan in cui Packer, un imprenditore di 28 anni, con “un paio di palle NewYorkesi”, decide di prendere la sua superaccessoriata limousine e attraversare tutta la città per tagliarsi i capelli.

Questa è la premessa che ha colpito un sacco di pubblico fino ad oggi – “Un film su un ragazzo che va a tagliarsi i capelli?” – Ma questo è proprio il tipo di premessa assurda che questo genere di narrativa esige .

Mentre Packer si muove per tutta la Grande Mela a passo di lumaca (una visita presidenziale ha rallentato il traffico di New York fin quasi a bloccarlo), la sua vita cambia rotta. Lui fa sesso con le donne solo per provare emozioni, si indigna quando gli viene detto che assolutamente non può acquistare la Rothko Chapel, prova ma non riesce a fare l’amore con sua moglie, ascolta avvertimenti di minacce alla sua vita, e si ritrova nel bel mezzo di in una protesta contro il sistema capitalista, sul genere di Occupy Wall Street (anche se di gran lunga più violenta) .

Più della metà di queste cose accadono senza che lui lasci mai la limousine. Quello che Cronenberg, che ha scritto la sceneggiatura, ha fatto con il veicolo è renderlo la nave che porta avanti la narrazione – la “Quarta Parete”(parete immaginaria, lo spazio che separa il pubblico dall’azione, ndt) su ruote. Era lo stesso nel libro, ma a differenza che sulla carta, sullo schermo c’è un senso di come le cose siano assolutamente silenziose e controllate nel mondo isolato di Packer, rispetto al caos che esplode all’esterno. Ogni volta che il rumore esterno, o un nuovo visitatore, entra in macchina, il guscio di protezione si rompe. Con l’avanzare del giorno , e mentre la facciata di Packer si sgretola, Cronenberg lascia che l’esterno penetri sempre più nella macchina, creando un senso di suspense che è quasi impercettibile fino a quando le pareti non crollano.

Questa sorta di lento bruciare sembra essere diventato il punto più forte di Cronenberg ultimamente. Da A History of Violence a Eastern Promises, c’è un senso di terrore sempre palpabile, ma spesso non si sa cosa sia, fino a quando non esplode in una sanguinosa rissa nella sauna o, nel caso di Cosmopolis, in un colpo sparato in un angolo buio della città, che viene gestito con disinvoltura snervante e carismatica.

Fino a tali momenti “shock-and-awe” (colpisci e terrorizza), ogni scena tratta soprattutto sottigliezze. Quello che gli spettatori leggono in quelle sottigliezze – la reazione sorridente di Packer quando gli anarchici lanciano ratti in una tavola calda, l’irrequietezza di un ventenne genio informatico che è a corto di sonno – sono la storia più che altro sullo schermo.

Un po ‘di merito per la fredda inquietudine che si respira nel film va al complicato dialogo di DeLillo, che Cronenberg ha seguito fedelmente. A volte è tutt’altro che sottile – Packer racconta alla sua “capo della teoria” (Samantha Morton) che gli anarchici ritengono che la “voglia di distruggere è un impulso creativo”, anche quando i manifestanti scuotono la limousine su cui sono a bordo e i suoi milioni stanno scomparendo in un mercato estero. Ma nei momenti in cui, per esempio, Packer sta parlando con la sua nuova moglie Elise Shifrin (Sarah Gadon) su quello che vuole per pranzo o il motivo per cui ancora non consumano il matrimonio, l’idea centrale Cosmopolis ‘- che la perfezione è vuota e fragile – diventa chiara.

Poi c’è il terzo atto. L’effettivo taglio di capelli . Dal momento in cui Packer aggiusta il taglio dal barbiere della sua infanzia, la sua vita e la sua psiche entrano nel caos e, lui, sull’orlo dell’ autodistruzione – un Patrick Bateman con una vena suicida.
Quando Packer se ne va -talmente sconvolto e disperato per qualcosa di imminente, che insegue l’assassino che lo perseguita -il suo destino è più incerto che mai.

Questa è al tempo stesso la più grande forza e il pericolo inevitabile di Cosmopolis. E ‘un film brillante, destinato ad essere contemplato quanto osservato, e che potrebbero non essere adatto a qualsiasi pubblico. Cromaticamente, il palato del film offre molto in bianco e nero, dall’abito di Packer alla sua limousine. Ma il film stesso è tutt’altro, partendo da un punto di vista che non prende posizione sui problemi trattati sullo schermo.

Il protagonista è un privilegiato nichilista che merita di essere distrutto? Oppure non è migliore o peggiore degli anarchici che in realtà schiaccerebbero Wall Street se solo potessero? Cosmopolis non fornisce risposte, il che suscita un dibattito entusiasmante tra alcuni spettatori, mentre si rivela insoddisfacente per altri.

Il libro è stato pubblicato nel 2003, due anni dopo l’11 Settembre e quasi un decennio prima che Occupy Wall Street catturasse l’attenzione del mondo. DeLillo ambientò il suo romanzo nel 2000, ma il film è ambientato in un “futuro non troppo lontano”, e appare terribilmente lungimirante, soprattutto per quelli di noi che conoscono i milionari “da un giorno all’altro” della Silicon Valley e la realtà della crisi finanziaria.

Eppure, l’alternativo universo fratturato di Cosmopolis non predice il futuro, sia per gli aspiranti magnati che per le masse confuse che infuriano contro tutto ciò che disprezzano. Invece ci ricorda semplicemente che ci sono molti modi di interpretare la nostra realtà che si sta disintegrando.

PRO: splendidamente girato; straordinaria prestazione di Pattinson; senso del terrore molto Cronenberghiano; Paul Giamatti; perfetto adattamento del libro di Don DeLillo.

CONTRO: Lascia un po ‘troppo alla fantasia, probabilmente un po’ troppo complesso per alcuni spettatori.

voto: 7/10


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