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RobertPattinsonMoms

Aggiornato- aggiunta traduzione completa- Scan: Cosmopolis on Empire (Australian issue)

by on lug.31, 2012, under Interviste

“Vada un elogio alla prestazione eccezionale di Pattinson. Una magnetica, affascinante anti-presenza, la ridistribuzione perfetta del mitici zigomi del mito R-Pattz . Come la fotocamera scava più in profondità il viso congelato, si rileva un concerto intero di piccole scosse, sorrisi come in agguato, tra rivoli di sudore, micro fluttuazioni nella ragionevolezza di un uomo che ha tutto”

Traduzione completa @fearlessmore

David Cronenberg non era così cronenberghiano da un po’: così glaciale, intellettuale e tetralmente divertente.Non che nel frattempo non abbia fatto film decenti,sfidando la sua propria ortodossia con eleganti thriller e facendo sculacciare Keira Knightley. E’ solo che Cosmopolis rievoca il regno psicologico del body horror col quale è diventato un maestro; solo questo è un horror strisciante sui nostri giorni, dove il male è rappresentato dal capitalismo.
il romanzo di Don DeLillo è adatto per il Doctor Strange del cinema.
Lo stimato autore americano osserva le fobie umane con indagine scientifica ed elegante distacco. Il suo libro, pubblicato nel 2003, fu una critica spaventosamente profetica di un futuro tracollo:uno studio estremamente ravvicinato di questo Signore dell’Universo, avviluppato nelle informazioni,che ronza attraverso i canyon d’acciaio di Manhattan, costruendo placidamente la sua personale rovina.
L’approccio di Cronenberg corrisponde al quieto ronzìo di questa limo aerodinamica e “insonorizzata dai rumori esterni”,librandosi per le strade attraverso una città al tempo stesso straniera e familiare.
Il suo film è lucido e sfuggente come il mercurio, contemporaneo, ma con un aura fantascientifica che convoca freddamente un terrore esistenziale.
Ecco le tese e glaciali paranoie urbane di David Fincher e David Lynch,di Michael Mann, Christopher Nolan e Nicolas Winding Refn, ma atomizzate dalle inconfondibili onde cerebrali del mago che ci ha dato Crash e Videodrome.
Certo ci offre un riflesso dei nostri tempi, dove il pericolo non si può toccare, né vedere, bensì si aggira come un fantasma nel luminoso bagliore del “”cyber-capitale”.
Il “Denaro” ci informa Samantha Morton, Teorica Capo di Packer, “Ha perso la sua narrativa”.
Molto del dialogo prende la forma di una relazione portentosa e al limite dell’incomprensibilità sullo stato pericoloso degli sforzi umani.
Di questa civilizzazione e di questo naufragio sono responsabili automi come Packer.(Il nome ha una richiamo intrigante per il pubblico australiano).
L’astuzia di Cronenberg sta nel mantenere un perfetto equilibrio tra insana presunzione e magistrale interesse.il film in qualche modo prende causticamente in giro se stesso. Potrebbe essere solo un horror movie.
Strutturato secondo sequenze di confornti (al modo di Alice), scagnozzi vari e giovani geni salgono a bordo per riferire di picchi di miliardi di dollari e analisi di variazioni .Packer in tre occasioni si ferma per parlare con la sua glaciale moglie (Sarah Gadon), fa due volte sesso, viene a conoscenza di “credibile minaccia” alla sua vita e viene colpito dal lanciatore di torte Mathieu Amalric. Ma rimane totalmente distaccato, il negativo di una foto di Taxi driver, quando il diseredato newyorchese, indifferente al denaro, innesca un’incontrollabile reazione a catena.
Cronenberg dai suoi tempi remoti, può essere un gusto acquisito.Ci saranno quelli sconcertati dalla mancanza di azione, il passo lento, l’ambiguità. Cosa cerca Packer? Scappare dal flusso ininterrotto di informazioni? Stimoli? la prova dell’esistenza? un’ anima? Gli orgasmi sono stati raggiunti, il cibo consumato, la violenza inflitta, le prostate testate ( in un umidiccio auto incensamento alla mente più biologicamente spregiudicata di Cronenberg), ma niente funziona – Packer è l’espressione del vuoto in cima al mondo.E’ anche troppo lungo in coda: l’incontro finale raggiunge livelli assurdamente surreali, uno strambo farfugliante (sebbene possa esser letto come un Packer che si confronta con una perversa manifestazione di se stesso).
Frustrazioni ma non catastrofi, grazie alla fantastica interpretazione di Pattinson. Un’anti-presenza magnetica e ipnotica, il perfetto reimpiego degli zigomi adolescenziali del mito RPattz.Quando la telecamera inquadra più da vicino il suo volto glaciale, cogliamo un concerto di contrazioni minime, sguardi ammiccanti e gocce di sudore, micro fluttuazioni nella sanità di un uomo che ha tutto.

VERDETTO: In parte ipnotico, in parte profondo, fa meditare sul nostro tempo che sta per implodere finanziariamente.
4 stelle

source via Eclipse Saga


1 Commento per questo articolo

  • becauseofrob

    Bellissima recensione! E’ scritta in un modo che ho trovato esaltante. Carina l’immagine di “questo signore dell’universo che ronza attraverso i canyon d’acciaio di Manhattan”, oppure il paragone “il suo film e’ lucido e sfuggente come il mercurio”.
    E poi l’affermazione “totalmente distaccato, il negativo di una foto di Taxi Driver”, di nuovo un riferimento a De Niro.
    L’ultima frase, riferita a Rob, mi ha fatto proprio piacere “quando la telecamera inquadra piu’ da vicino il suo volto glaciale, cogliamo un concerto di contrazioni minime, sguardi ammiccanti e gocce di sudore”.
    Diamine, Rob e’ bravo, molto bravo, dovranno ammetterlo tutti prima o poi!!!

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