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Concrete recensisce Cosmopolis:una prestazione perfetta di Pattinson/ It’s a perfect performance from Pattinson

by on lug.03, 2012, under Interviste

Joe Murphy scrive su Concrete:

Per quanto riguarda il posto di Cosmopolis nell’ambito  dell”opera del regista David Cronenberg, il collegamento più facile e più ovvio sarebbe stato con l’altra suo incubo “in automobile”, ovvero Crash. Entrambi i film creano un glaciale mondo, ermeticamente sigillato, ma mentre Crash ci permette di sbirciare in questo mondo attraverso il vetro, Cosmopolis ci pone al suo interno. L’interno della limousine di Packer, immerso nella luce blu degli schermi,  che gli portano notizia della sua distruzione finanziaria, è spaventosamente silenzioso. Ogni volta che la porta si apre, i suoni della città sono quasi assordanti. La sua successione di consulenti e analisti, tutti parlano con frasi astratte, Samantha Morton, in particolare,   parla in modo particolarmente vuoto e spigoloso nel ruolo della teorica personale di Packer.
Pattinson, essendo sullo schermo per quasi ogni secondo del film,   nel ruolo del  freddo e volpino Packer fa indubbiamente il lavoro più duro, ma aggiunge un’ulteriore prova  a quanto Cronenberg abbia l’occhio furbo per il casting.  (Pattinson) interpreta Packer come qualcuno che ha fatto troppo, e troppo giovane e non ha più nulla, tranne il brivido di perdere tutto. Quando abbiamo iniziato a vederlo a tenere banco nella sua limousine, viene  progressivamente sminuito dal suo  trono- sedia. E quando lui esce dalla limousine per affrontare un uno stalker , con una pistola infilata nei pantaloni, lo fa con l’arroganza di uno studente che cerca di apparire più forte di quello che in realtà sente di essere . Si tratta di una prestazione perfetta che dimostra c’è in Pattinson più di un esercito di fans urlanti e pronte a  svenire.
Paul Giamatti, invece, non doveva dimostrare niente. Gli ultimi 20 minuti del film, dove Packer esce infine dal suo universo ed entra in quello del  quasi calvo e scarmigliato di Levin (Giamatti) , sono il vero trionfo di Cosmopolis. Il calibro di Levin,  è quello di coloro che sono caduti attraverso le crepe,  che non hanno posto nel mondo di Packer: “Pensi che la gente come me non càpiti?”, domanda Levin. E’ un pollo (abbindolato) e abbandonato dal capitalismo rampante che viene alla ribalta , la disperazione negli occhi e una pistola in mano. Nella  scenografia resa al meglio possibile di uno standard di povertà  e armata  dello stile Cronenberg e  e delle parole di Don DeLillo, il film fa scintille ….

Joe Murphy wrote on Concrete:
In terms of its place in the oeuvre of director David Cronenberg, the easiest and most obvious connections would be with his other automotive nightmare,Crash. Both films create a glacial, hermetically sealed world, but whereas Crash allows us to peer in at this world through the glass, Cosmopolis places us inside it. The interior of Packer’s limo, bathed in the blue light of the screens bringing him news of his financial destruction, is scarily silent. Whenever the door is opened, the sounds of the city are almost deafening. His succession of advisers and analysts all speak in stilted sentences, Samantha Morton in particular being especially blank and angular as Packer’s personal theoretician.
Pattinson, being on screen for almost every second of the movie, as the cold and vulpine Packer, undoubtedly has the hardest job, but he adds further proof of Cronenberg’s canny eye for casting. He plays Packer as someone who has done too much, too young, and has nothing left but the thrill of losing it all. When we first see him holding court in his limo, he is dwarfed by his throne-like chair. And when he exits the limo to confront an attacker, with a gun tucked into his trousers, he does so with the cocky strut of a schoolboy trying to act harder than he feels. It’s a perfect performance that proves there is more to Pattinson than an army of screaming and swooning fans.
Paul Giamatti, on the other hand, has nothing to prove. The final 20 minutes of the movie, where Packer finally exits his universe and enters that of Giamatti’s balding, dishevelled Levin, are the real triumph of Cosmopolis. The likes of Levin, those who have fallen through the cracks, have no place in Packer’s world; “Do you think people like me can’t happen?” Levin demands. He’s the abandoned chickens of rampant capitalism come home to roost, desperation in his eyes and a gun in his hand. It’s a gold standard of naturalistic scenery chewing, and armed with Cronenberg’s style and Don DeLillo’s words, sparks begin to fly. (read the rest at the source )

 

via Cosmopolis Film Blog (thank for the tip ^_^)- Traduzione italiana: Fiammy


4 Commenti per questo articolo

  • babalina

    di bene in meglio! recensioni più che meravigliose per robert e cronenbergh finalmente viene apprezzato il suo indubbio talento.

  • ellevi

    WOW!!!! che goduria!!!!!!!!

  • patrizia

    E’ una festa per il mio cuore leggerle……

  • grizabella

    Io pure godo , godo come una zucca .
    Pprima quel tipo che ha confessato di aver apprezzato l’interpretazione del protagonista più dell’intero film , con annessi e connessi .
    Ora questo , che ribadisce la geniale intuizione di Cronenberg nello aver scelto proprio Robert .
    E c’è chi la chiama(va) ” La Strana Coppia ” …

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