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RobertPattinsonMoms

2 recensioni per Cosmopolis

by on lug.25, 2012, under Interviste

Due recensioni su Cosmopolis dalla Russia tradotte da @fearlessmore

ANTICAPITALIST.RU:

Il mondo delle limousine di lusso, bevande costose, abiti eleganti, collezioni di arte contemporanea. Da lontano può sembrare un mondo così invitante, pieno di emozioni, decisioni importanti ed emozioni vivide. Ma qual è la parte interiore di questo mondo? Com’è un giorno nella vita del miliardario medio?

Il primo degli optional, la limousine, appare sullo schermo immediatamente e diventa lo scenario principale dell’azione. L’auto del protagonista, Eric Packer, è del tutto coerente con il concetto di tali veicoli: bella fuori, dentro confortevole e ha sicuramente un mini-bar e gadget high-tech. Qui si svolgono tutte le riunioni più importanti del giorno: consulenze sulle fluttuazioni dei tassi di cambio dello yuan, sesso, e un esame di un proctologo. Per volontà del proprietario, la vettura è dotata di isolamento, ma non tanto un isolamento dai suoni, quanto nel senso letterale di protezione impenetrabile dal mondo esterno.

La City, attraverso la quale si muove la limo – è il secondo scenario dell’azione, quello esterno. Lasciando il suo mondo sicuro all’interno del suo guscio blindato, il signor Packer non ha incontrato un atteggiamento molto amichevole verso di lui: non riesce a costruire un rapporto con la moglie, la poetessa milionaria; una dimostrazione di anarchici gli riduce la limo come un vagone della metropolitana di New York; viene attaccato da un lanciatore professionale di torte .

Ma bastano questi simboli per mostrarci il mondo interiore di quest’uomo? Cronenberg ci fa conoscere a fondo le esigenze fisiologiche del suo carattere. Ci mostra che lungo il percorso attraverso la città, per andare a tagliarsi i capelli, lui, come tutte le persone, mangia, s’intrattiene con persone, dà sfogo alle esigenze della natura. E lui, l’eroe, costantemente ci ricorda i suoi desideri. Tuttavia, dallo svolgersi degli aspetti fisiologici si evince chiaramente il suo vuoto emotivo: la faccia annoiata del milionario non esprime nulla.

Anche la possibilità di un collasso finanziario, che minaccia la sua azienda sembra non preoccuparlo molto. Dopo tutto, infatti, non c’è alcun senso in queste transazioni finanziarie. Il dialogo tra il milionario e il suo analista finanziario è indicativo: se si sostituisse il dollaro col topo, non cambierebbe nulla, la gente sarà pagata in topi, le quotazioni saranno misurati in topi e così via. Il mondo del denaro perde il suo fascino visivo e si trasforma in una serie noiosa di grafici, tabelle, figure, è tutto compresso in un touch screen scintillante.

Packer prova forti emozioni solo quando le cose raggiungono le loro manifestazioni estreme. Egli chiede allora alla sua guardia del corpo di colpirlo con un taser, poi uccide il suo capo della sicurezza personale. Alla fine del film gradualmente raggiunge il suo limite – l’eroe si ritrova solo con un uomo che vuole ucciderlo. All’estremo opposto del protagonista, l’assassino si rivela essere il suo doppio – ha lavorato per Packer, ma non è riuscito a tenere il passo ed è finito nei bassifondi. Cronenberg offre due opzioni per il suo futuro milionario: o ridursi a vivere come un mendicante, o la morte, in altre parole, non riesce a scappare dal suo mondo.

Il capitalismo mondiale trasforma una persona in una funzione. Cronenberg presenta un Packer volutamente senza tratti umani, completamente incolore, e tutto ciò che fa è espletare funzioni biologiche. L’eroe si trasforma in un meccanismo che mette in moto flussi di capitale e speculazione finanziaria.

Cronenberg, rende tutto così realistico da mostrare tutta l’assurdità di una tale esistenza, ma non dà una soluzione.I dimostranti anarchici, che fa pensare a una parodia del movimento “Occupy Wall Street,” semplicemente girovagano per le strade con un grosso ratto impagliato e gettano topi morti contro gli avventori di una mensa. Tutte le misure di sicurezza maggiori, che servono anche da fondo alla storia principale,la scena del lanciatore di dolci, il funerale di un rapper famoso non lasciano scampo, l’assurdità di tutto ciò che accade cresce inesorabilmente e alla fine porta il protagonista a cercare l’ auto-distruzione, la ricerca della morte.

Tuttavia, il regista non è un teorico della politica, e noi lo possiamo perdonare per la domanda lasciata senza risposta. Cronenberg mostra il vero, l’essenza implacabile del capitalismo. Il capitalismo deprezza l’ uomo, rendendolo solo un ingranaggio della macchina. E sulla questione di come distruggere questa macchina, come uscire da questo sistema inumano, la risposta probabilmente non dobbiamo aspettarcela dal regista canadese, e noi, noi siamo tutti ostaggi del capitalismo.

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da : EPOCHTIMES.RU -
Il milardario 28enne Eric, vive nel proprio mondo virtuale, trascorre la giornata in una limousine dotata delle più moderne tecnologie. Magnate della finanza di Wall Street , da tempo si è perso e dedica cinicamente il suo tempo ad operazioni finanziare che fanno muovere diverse centinaia di milioni di dollari . Il mondo caotico al di là dei finestrini della sua limousine gli è estraneo, ma un giorno, Eric dovrà entrare in contatto con il mondo, forse addirittura lo desidera.

Il noto regista canadese David Cronenberg ha affrontato l’adattamento cinematografico del romanzo di Don DeLillo, probabilmente perché colpito da un tema di grande attualità nel mondo di oggi : un uomo prigioniero dell’alta tecnologia.

Diverse invenzioni tecnologiche, progettate originariamente per facilitare la vita di una persona, alla fine cominciano a occupare più spazio nella sua vita. Le persone si affidano sempre più alla tecnologia, dimenticando la loro capacità di pensare e analizzaree ascoltare la voce interiore dell’ intuizione.

Come risultato, la persona perde la capacità di sentire. Eric tiene riunioni di lavoro seduto nella sua limousine. Lo guardi e viene da pensare: ‘Beh, perché fanno tali sciocchezze? Che stupidaggine è? ”

Ma a poco a poco, il mosaico, progettato dall’abile regista, prende forma, e tu capisci che tutte queste persone vivono nel loro mondo virtuale, e solo per loro il linguaggio è semplice. Ma anche se dialogano, in realtà ognuno parla a se stesso, ascolta solo se stesso, la gente ha dimenticato come comunicare e non ne sente più il bisogno.

Eric,il protagonista interpretato da Robert Pattinson, appare come il prodotto di una generale “informatizzazione”, come un guscio vuoto, ma da uomo vivo, spinto dall’istinto di riproduzione, cerca attraverso il sesso di sentire almeno qualche emozione. Eric è disposto a provare il dolore fisico, solo per sentirsi vivo.

Penso che Cronenberg abbia deliberatamente scelto per il suo film un idolo della generazione giovane -il vampiro star della saga di twilight – con un certo numero di artisti forti come Paul Giamatti, Juliette Binoche, Sarah Gadon. Dopo tutto, i giovani sono più influenzati da una varietà di dispositivi tecnici.

Eppure, vorrei mettere in guardia il pubblico… il quadro non è divertente. In effetti, la prima cosa che viene in mente dopo averlo visto: “Che sciocchezze sono queste? Chi dovrebbe guardarlo? ”

Tuttavia, a pensarci bene, evidentemente non tutti capiscono quanto sia pericoloso per le persone allontanarsi da un comportamento tradizionale, come comunicare con le persone, rispettare la tradizione, la capacità di empatia, partecipare a ciò che sta accadendo intorno, insomma sentire, vivere nel dolore e nella gioia, com’è nel disegno originario dell’uomo.

Quindi, forse, non solo è possibile, ma è anche necessario guardare il film di Cronenberg una seconda volta per cercare di capire chi sono questi mostri della realtà virtuale e decidere di non voler mai essere come loro.


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