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RobertPattinsonMoms

Un bell’articolo su Cosmopolis (8X8)

by on giu.13, 2012, under Interviste


Nicoletta Gemmi su OttoXOtto scrive su Cosmopolis:

Dopo la visione di Cosmopolis di David Cronenberg con Robert Pattinson il mio primo impulso è stato quello di correre in libreria e comprare il romanzo di Don DeLillo dal quale il film è stato tratto. Finito il magnifico e impegnativo testo del profetico DeLillo – il libro è stato scritto nel 2003 – ed è talmente attuale da far diventare la straordinaria opera di Cronenberg un ‘documentario visionario’, e non un film di fantascienza, la mia prima impressione ovvero che Cronenberg avesse fatto un’opera imperdibile, è stata assolutamente, confermata.

Nella speranza che quando il pezzo sarà pubblicato il film sia ancora nelle sale (e quindi non perdetevelo!), Cosmopolis, è una giornata nella vita del 28enne miliardario newyorkese Eric Packer/Robert Pattinson, che una mattina uscito dal suo loft all’ultimo piano di uno dei più bei grattacieli della Grande Mela, con due ascensori privati (uno con la musica di Satie e uno con quella del rapper Bhuta Fez, ed un eliporto sul tetto) comunica alle sue guardie del corpo che deve “aggiustarsi il taglio”. La città è nel caos completo, l’apocalisse è già arrivata, ma Eric vive nella sua limousine e non gliene frega nulla se c’è il Presidente degli Stati Uniti in visita e tutto è bloccato. Lui deve arrivare dall’altra parte del fiume e incontrare il barbiere quello in cui andava con suo padre. Eric è bello, miliardario, ha fatto i soldi grazie al suo quoziente Q.I. fuori dalla media speculando a livello finanziario, i suoi collaboratori sono più giovani di lui è sposato con Elise Shifrin, miliardaria. L’ha sposata perché i suoi soldi hanno la storia, sono soldi accumulati per generazioni nel corso di guerre mondiali. La servitù, la famiglia. Sputare Merlot in campagna.

Mentre Eric attraversa la città e una rivoluzione è in atto fuori dalla sua limo, tutti i personaggi che fanno parte della sua vita entrano in quel microcosmo. Dai suoi giovanissimi consulenti finanziari che non capiscono perché quel giorno – perché quello è il giorno! – ha deciso di sperperare la sua fortuna comprando Yuan che stanno scendendo clamorosamente; alla sua consulente artistica che gli propone un Mark Rothko ma lui vuole l’intera cappella, proprio perché non è in vendita; alla sua insegnate di teoria fino al medico che lo visita, ogni giorno, inserendo le sue mani in tutti gli orifizi del suo corpo, smembrandolo, per dirgli che ha la ‘prostata asimmetrica’.

Nella sua odissea verso la fine, il mondo va con lui, Eric non sa se si ama oppure no, fa sesso, molto, mangia noccioline in maniera nevrotica, ma è ancora curioso di quello che accade intorno a lui. Vuole capire i difetti della razionalità umana? Perché fingono di non vedere l’orrore e la morte con cui si concludono le loro macchinazioni. La gente sta protestando contro il futuro, vogliono tenerlo a distanza, vogliono normalizzarlo e impedirgli di sommergere il presente. Ecco perché il futuro fallisce. Fallisce sempre. Non potrà mai essere il luogo crudele e felice in cui vogliamo trasformarlo. Nel frattempo fuori dalla limo un cartello luminoso avverte: “Uno spettro si aggira per il mondo – lo spettro del Capitalismo” e “Il topo diventò l’unità monetaria”.

Morire è uno scandalo e fondamentalmente nessuno muore più risucchiato dai dati informatici. Facebook ti sopravviverà fino a che qualcuno spegerà il tuo profilo per te… Se mai lo faranno! Eppure, pure i computer moriranno, in realtà sono già morti. La vita è dura da sradicare. E’ una agonia lenta, verbosa, macchinosa quella che lo porterà verso la fine… Troppo facile non ci si arriva senza prima capire, e se capisci e non agisci è come se non avessi capito. E, allora, dov’è la sua vita? Perché tutto succede prima di quanto pensiamo… Ma quello era il giorno, era la minaccia di morte al sorgere della notte che gli parlava con maggiore sicurezza di una regola del fato che, l’aveva sempre saputo, si sarebbe chiarita nel tempo.

Adesso poteva cominciare il lavoro di vivere.

David Cronenberg è riuscito a portare in immagini un caos che ha un suo ordine, niente di quello che fa Eric è fatto senza un fine, una ragione. Le scene del film sono agghiacciantemente sublimi come pure gli attori a cominciare da Robert Pattinson. Che idea geniale, l’idolo delle ragazzine grazie alla saga di Twilight, scarnificato nel corpo e nell’anima. E lui è materia plasmabile per Cronenberg non vi è una sola inquadratura senza Pattinson, è sempre presente. Un monumento a lui. I due si sono così amati che ora stanno già lavorando al prossimo film insieme, Map to the Stars, storia di attori bambini che avrebbero dovuto avere un futuro radioso, da celebrità, e, che invece, si sono persi nel tunnel dell’oscurità. Forse meglio così per loro, piuttosto che mangiare ogni domenica la minestrina in brodo con un pacchetto di cracker… si sente già l’alito stantio di una esistenza sprecata e del resto si muore sempre ogni fine settimana!..

completa la lettura qui
Grazie per la segnalazione dell’articolo a @fearlessmore


2 Commenti per questo articolo

  • patrizia

    credo che questo sia l’approccio giusto al film e a Robert:lasciarsi andare,lasciarsi avvolgere,senza farsi troppe domande…….e il film ti cattura,ti emoziona in un crescendo che esplode nel finale avvincente .Le domande vengono dopo e nella maggior parte non vi sono risposte.Come vorrei che Robert potesse leggere questa recensione!!!!!!!!!Occorre tanta sensibilita’ ed intelligenza per cercare di comprendere un film come questo,complimenti signora Gemmi

  • miledi

    Credo che tu abbia ragione, d’altronde è il film stesso che ti porta a lasciarti andare, i dialoghi ti catturano, gli occhi di Eric ti ipnotizzano.

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