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Traduzione: audio intervista di Rob & Cronemberg con Richard Crouse/ audio interview with Richard Crouse

by on giu.08, 2012, under Interviste

Traduzione italiana: Fiammy

Rob spiega che lui non si sente sempre consapevole di quello che fa quindi rispetto a Cosmopolis la sua idea, la sua unica idea iniziale era che fosse diverso da tutto quello che aveva girato fino a quel momento e che al di là delle polemiche o dello scandalo che avrebbe creato al minimo si sarebbe trovato di fronte persone che gli avrebbero fatto notare che era un grande cambiamento, un buon punto di ripartenza (ride). Fa l’esempio di Remember Me (“che è un film che ho amato”, dice Rob) in cui tutti i giornalisti gli chiedevano se lui fosse vicino al personaggio del film visto che era stato anche lui uno studente e lui rispondeva costantemente di no, ma che certo poteva anche riconoscersi, in un certo senso “da un punto di vista umano, ma che come attore aveva semplicemente pensato che fosse un personaggio interessante, e quando ho iniziato a interpretarlo ho smesso di analizzarlo, mi sono semplicemente “connesso” a lui”
L’intervistatore fa notare che il giorno prima in conferenza stampa lui era stato brillante nel rispondere all’ennesima domanda su quanto lui si riconoscesse nel personaggio di Cosmopolis e quanto la sua vita reale fosse uguale a quella del suo personaggio.
Rob risponde che “la gente è in realtà affascinata dalla fama, ma è anche un riflesso del sogno americano, di quella monarchia della meritocrazia per cui la fama è disponibile per chiunque, ed essere famoso è l’incarnazione del sogno americano,ma puoi essere lo stesso un’idiota, un’idiota completamente non qualificato, e lo stesso fare un sacco di soldi, e per qualcuno il sogno è proprio questo”, cita poi una statistica in cui i ragazzini vorrebbero fare per lo più l’assistente di una celebrità piuttosto che diventare il capo di una ditta. “ma è noioso”
Cronemberg dice: perchè questo è il livello a cui si fermano la maggior parte dei giornalisti, loro si interessano solo all’aspetto della celebrità e non vanno a chiedere o a chiedersi quale sia il processo creativo che fa un attore quando si prepara ad un ruolo e lo recita” in questo caso “avrebbero dovuto chiedergli che cosa semmai ha avuto bisogno di prendere dalla sua vita personale per portarlo in questo ruolo”, quindi, conclude Cronemberg poteva essere una domanda interessante ma finisce per non esserlo, perchè posta male, con le premesse sbagliate. Rob aggiunge ridendo “perchè loro vorrebbero la mia vita e non sanno che la mia vita non è così, è una costruzione”. Si parla poi a lungo del rapporto tra libro e realtà, del fatto che ci fossero veramente proteste contro il capitalismo in atto all’epoca delle riprese e della coincidenza con i problemi dell’eurozona, ma Cronemberg spiega che non era voluta, che il libro era di molti anni prima e lui l’aveva opzionato prima e che in quel momento era più interessato alla drammaticità di ciò che avviene dentro la limousine, di un personaggio che vive in una sua bolla astratta dalla realtà, con una moglie con cui non sa come parlare, quindi i problemi dell’eurozona non sono importanti qui, è la storia di questa sofferenza di questo uomo che va verso il suicidio. E aggiunge che il problema di Occupy Wall Street è che più che una protesta contro il capitalismo è una protesta per il fatto di sentirsi esclusi dal sogno capitalista e che quelli di Occupy Wall Street probabilmente si interessavano ben poco ai problemi dell’eurozona a loro volta. Il giornalista fa poi notare che lui stesso valuta ogni giorno il film in modo differente perchè vede aspetti diversi del personaggio, un giorno pensa che il suo problema sia la noia e la mancanza di emozioni (per cui cerca emozioni sempre più forti) un altro giorno pensa che l problema di Eric Packer sia il non avere mai realmente toccato denaro, lo crea virtualmente senza venirne in contatto, chiede allora a Rob come si sia preparato per un ruolo con così tante possibili angolazioni. Rob spiega che non si è preparato come di consueto per questo personaggio ma anche che per un personaggio del genere non sarebbe buono analizzarlo, “non hai bisogno di analizzarlo o di capirlo, “, aggiunge “amavo la poesia della sceneggiatura” Fa l’esempio di uno script scritto da un suo amico che ha poi visto rappresentato a teatro e dice che “il fascino stava tutto nella voce dell’attore che lo leggeva”. Talvolta è così, ed era anche il caso di Cosmopolis che aveva uno script come una canzone e che a lui, a cui piace ancora molto cantare e vorrebbe farlo, piaceva per questo, senza bisogno di scomodare la psicanalisi.

source via Pattinson Ladies


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