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Rob Pattinson:non puoi dire alla gente cosa pensare di te, ma fai del tuo meglio (intervista a W Radio): you can’t tell people how to think about you, but do your best (interview with W Radio)

by on giu.29, 2012, under Interviste


Traduzione italiana: Fiammy
Viene chiesto a Rob come sia essere spesso circondato da donne, Rob racconta che è felice di essere li per lui è stato strano vedere tante persone eccitate per un film strano come Cosmopolis, e così diverso da Twilight, ed è una cosa molto interessante anche se un pò folle
Gli viene poi chiesto cosa ha trovato interessante del personaggio che interpreta in cosmopolis e lui spiega che è il suo rapporto con la realtà, perchè Eric è alla ricerca di una realtà diversa da quella che possiamo vedere, è il suo cercare di andare oltre ai muri ed è molto interessante, un pò come un extraterrestre in un pianeta straniero. Gli viene poi chiesto del simbolo di questa limousine che attraversa la città e in cui tutto succede e quale crede sia il messaggio del film . Robert scherza dicendo che a questa domanda potrebbe rispondere meglio Cronemberg, ma che in un certo senso gli ricorda tanto il The Truman Show, nel quale il personaggio scopre che il mondo in cui vive non è reale e che alla fine raggiunge il cielo e lo tocca, rendendosi conto che è solido, e quindi è finto e esce dalla porta per immettersi nel mondo reale, in Cosmopolis in un certo senso il personaggio si rende conto ugualmente che tutto ciò che lo circonda è finto e (progressivamente nel film) deve…tornare a casa (ride), non so quale messaggio possa dare il film ma forse questo è uno dei messaggi possibili.
La ragazza allora gli chiede se è “reale” il mondo di Hollywood per come lui lo vive.
Rob risponde che in un certo senso lo è, ma che non è Hollywood in sè, inteso come star system che gli interessava e per cui voleva da ragazzo, diventare attore, bensì fare parte dell’Industria cinematografica, dove ci sono persone che a tanti livelli, mettono tanta passione , talvolta follia,nel fare il lavoro del cinema, nel raccontare e confezionare storie per il cinema . Gli viene poi chiesto se pensa che Cosmopolis sia un film anticapitalismo, e Rob dice di no e che lui non si è preparato specificamente su questo tema e con questa intenzione, ma che molte cose su quel tema sono successe mentre stavano girando il film, vedi occupy wall street , mentre lui ha cercato di prepararsi invece su personaggi sociopatici per il suo personaggio, come Deaver per trovare una voce per il suo personaggio salvo poi scoprire che Giamatti stava facendo lo stesso e che quindi non stava preparandosi sulla finanza ma semmai … sui serial killer (ride). Gli viene poi chiesto cosa pensa del festival di Cannes e del red carpet. Rob dice che è felice di stare lì che c’era già venuto e che spiega come sia un mondo a parte rispetto all’industria americana e che solo a Cannes vengono proiettati film che di solito non avrebbero spazio e non sarebbero sostenuti laggiù perchè a probabile basso incasso e questo è splendido. Per ultimo gli viene chiesto cosa pensa del fatto che viene ancora denominato “vampiro”. Lui spiega che a lui piace fare film come questo (Cosmopolis) se il fatto che venga ancora denominato come vampiro fa si che alla gente possa interessare venire a vederlo anche in un film diverso come questo a lui va bene perchè non si può “dire alla gente cosa pensare” di te “devi cercare di fare il tuo meglio e fare cose interessanti e questo è quello che puoi fare”

source via Thinking of Rob


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