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Excessif (France): Robert Pattinson rivelato da David Cronenberg con Cosmopolis/ Excessif : Robert Pattinson, révélé par David Cronenberg en Cosmopolis

by on giu.25, 2012, under Interviste

Traduzione Italiana : Fiammy

Romain Le Vern scrive su Excessif:

In una New York in fermento, l’era del capitalismo sta volgendo al termine. Eric Packer, golden boy della finanza, si precipita nella sua limousine bianca. Mentre la visita del Presidente degli Stati Uniti paralizza Manhattan, Eric Packer ha una sola ossessione: un taglio di capelli al suo barbiere all’altro capo della città. Nel corso della giornata,  inizia il caos e guarda impotente il crollo del suo impero. E ‘anche certo che lo uccideremo. Quando? Dove? Sta per sottoporsi alle 24 ore  più importanti della sua vita.

Robert Pattinson rivelato da David Cronenberg


Segnalato erroneamente come un ritorno ai su primi amori trash questo ventesimo film di David Cronenberg si dimostra stranamente contemporaneo, quasi  girato nel futuro. Egli usa l’analogia di una descrizione del mondo deliquescente e la caduta di un  golden boy , in clausura nella sua limousine, totalmente impermeabile al mondo esterno, devastato dal cinismo dalla paranoia e dal sospetto. Godendo di una comodità incredibile , il personaggio non ha neppure trenta anni  ed ha tutto in suo possesso. Questo non vuol dire che è felice: il suo corpo si sblocca e fisicamente, sembra un vampiro (cosa normale per Robert Pattinson), freddo e insensibile, robotico e pallido, spaventato dal sole. E ‘il prodotto del suo ambiente capitalista in cui per raggiungere i suoi scopi, la competitività e la rivalità hanno contribuito a distruggere in lui ogni traccia di emozione.  Affronta gli eventi impassibile :manifestazioni contro i comunicati finanziari e  ratti attraverso gli incontri furtivi e l’atmosfera dell’Apocalisse,  ed è sconcertante. Ma la profusione di situazioni assurde  vanno ben oltre e il personaggio principale che ha creduto di dominare il mondo sarà superato da ciò che non sospettava, negato o represso. Questa è la morte annunciata di un uomo e, attraverso di lui, un intero sistema. Di fronte alle avversità e attraverso la denuncia feroce del mondo contemporaneo occidentale,  il regista  di Inseparabili non ha soluzioni. Ma riflette una speranza sottilmente ironica mettendo a contrasto i dipinti di Pollock e Rothko (all’inizio e alla fine del film , nei titoli di testa e di coda ndt).

Il romanzo Don DeDillo cui si basa il film, scritto quasi dieci anni fa, prefigurando un futuro con un’arte inquietante prolissa,considera la relativa tranquillità dello stile di vita occidentale come un lusso che poggia su un equilibrio precario.  Il percorso del film è stato attentamente pianificato con un ordine che soddisfa l’istinto e logica. Cronenberg racconta  fedelmente al presente  il racconto, con una leggera tendenza alla teoria più vicina ai suoi primi esperimenti in cui ha esaminato come topi da laboratorio gli umani e, in definitiva non molto diverso dal suo precedente – e meno convincente - A Dangerous Method (2011). Fortunatamente, la messa in scena è un modello di semplicità e di invenzione ( l’anticipo impercettibile dei movimenti di macchina verso lo spettatore per renderlo claustrofobico). Esso riflette una verità senza ornati effetti a spirale. Per inciso, Cosmopolis  è basato  gran parte sul linguaggio, uno dei temi preferiti di Cronenberg, il modo  in cui si ottengono  le informazioni e la capacità di costruire relazioni: tra il cerebrale e il sensuale, l’individuo e la società, e l’istintività emotiva.

Ognuno di questi legami è una forma specifica di comunicazione: linguaggio del corpo, astratto e sensuale. E per comunicare tutti questi linguaggi , era necessario un attore forte come Robert Pattinson, a suo agio in  ogni scena e in tutti i registri,  convincente dall’inizio alla fine.

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Romain Le Vern sur Excessif:
Dans un New York en ébullition, l’ère du capitalisme touche à sa fin. Eric Packer, golden boy de la haute finance, s’engouffre dans sa limousine blanche. Alors que la visite du président des Etats-Unis paralyse Manhattan, Eric Packer n’a qu’une seule obsession : une coupe de cheveux chez son coiffeur à l’autre bout de la ville. Au fur et à mesure de la journée, le chaos s’installe, et il assiste, impuissant, à l’effondrement de son empire. Il est aussi certain qu’on va l’assassiner. Quand ? Où ? Il s’apprête à vivre les 24 heures les plus importantes de sa vie.
 Robert Pattinson, révélé par David Cronenberg
 Annoncé à tort comme un retour à ses premières amours trash, ce vingtième film de David Cronenberg se révèle étrangement contemporain, presque tourné vers l’avenir. Il met en analogie la description d’un monde déliquescent et la chute d’un golden boy, cloitré dans sa limousine, totalement imperméable au monde extérieur, ravagé par le cynisme puis par la paranoïa et la suspicion. Jouissant d’un confort matériel hallucinant, le personnage n’est même pas trentenaire qu’il a tout en sa possession. Ce n’est pas pour autant qu’il est heureux : son corps débloque et physiquement, il ressemble à un vampire (normal pour Robert Pattinson), froid et dépourvu de sentiments, robotique et blafard, effrayé par le soleil. Il est le produit de son environnement capitaliste où, pour arriver à ses fins, la compétitivité et la rivalité ont contribué à annihiler chez lui toute trace d’émotion. Son parcours impassible face aux événements, des manifestations contre l’ordre financier aux lâchers de rats en passant par les rencontres furtives et l’atmosphère d’apocalypse, peut laisser perplexe. Mais la profusion de situations absurdes dépasse autant le personnage principal qui croyait dominer le monde et qui va être rattrapé par ce qu’il ne soupçonnait pas, niait ou refoulait. C’est la mort annoncée d’un homme et, à travers de lui, de tout un système. Face à l’adversité et à cette dénonciation féroce des travers du monde occidental contemporain, le réalisateur de Faux Semblantsn’a pas de solutions toutes faites. Mais il traduit subtilement un espoir paradoxal en opposant les toiles de Pollock et de Rothko.

Le roman de Don DeDillo dont le film est tiré, écrit il y a presque dix ans maintenant, préfigurait un futur inquiétant avec un art de la prolepse et considérait la relative tranquillité du mode de vie occidental comme un luxe reposant sur un équilibre précaire. Le déroulement était rigoureusement programmé selon un ordre qui satisfaisait l’instinct autant que la logique. Cronenberg raconte fidèlement cette trajectoire au présent, avec une légère tendance à la théorie proche de ses premières expérimentations où il scrutait des humains comme des rats de laboratoire et finalement pas si éloignée de son précédent – et moins convaincant - A Dangerous Method (2011). Heureusement, la mise en scène est un modèle de simplicité et d’invention (des mouvements de caméra imperceptibles avancent vers le spectateur pour le rendre claustrophobe). Elle traduit sans effets tarabiscotés une vérité vertigineuse. Incidemment, Cosmopolis traite beaucoup du langage, un des thèmes fétiches de Cronenberg, de la manière dont les informations parviennent et de la capacité à établir des relations : entre le cérébral et le sensuel, l’individuel et le social, l’instinctif et l’affectif. A chacun de ces liens correspond une forme de communication spécifique : gestuelle, abstraite ou sensuelle. Et pour les communiquer, il fallait un acteur aussi robuste que Robert Pattinson, à l’aise dans chaque scène et dans tous les registres, convaincant d’un bout à l’autre.

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4 Commenti per questo articolo

  • becauseofrob

    WOW! Accipicchia che analisi!!! Precisa e sicura.

  • grizabella

    Dedicato al Daily Mail …

    Robert è una ” Rivelazione ” , agli occhi di tutti coloro che lo sanno vedere e lo vogliono vedere ……
    Agli occhi di chi è in grado di cogliere la – sostanziale – differenza tra ” Fine ” ed ” Evoluzione “.
    Conviene pensarci , è un concetto che si adatta ad ogni situazione : l’albero non è che un seme che è stato seppellito sotto una spanna di terra .
    E se ne riparla a Primavera .__________. (!)

  • ellevi

    Dolcissima musica per le nostre orecchie!!
    gongoliamo…gongoliamo….

  • babalina

    qualcuno che va oltre le apparenze, che guarda in profondità e riesce a vedere quello che robert ha saputo e saprà dare nei suoi prossimi progetti! è un piacere leggere finalmente queste riflessioni… lo davano già per defunto… ma defunti sono i loro cervelli…

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