Due belle recensioni per Bel Amì e Cosmopolis
by Fiammy on giu.12, 2012, under Interviste
Becky Lee scrive per DIY su Cosmopolis
Dopo gli interessanti, ma relativamente convenzionali thriller, A History of Violence e La promessa dell’assassino, e l’intelligente ma pieno di pizzi e merletti A Dangerous Method sul rapporto tra Jung e Freud, arriva un fresco e audace film di David Cronenberg. L’uomo che ha portato sullo schermo La Mosca Fly e Videodrome affronta il complesso romanzo di Don DeLillo, non esattamente una delle opere più acclamate dell’autore Tuttavia, Cronenberg sembra essersi trovato una nuova musa, che ha il nome di Robert Pattinson. L’attore britannico è una rivelazione nei panni del 28-enne miliardario Eric Packer, che vive un’odissea attraverso Manhattan attraversata da insoliti disordini, conducendo la sua attività nella posteriore della sua high-tech limousine. C’è una sensazione stranamente inquietante, futuristica e distopica in Cosmopolis, anche se i suoi temi sono spaventosamente attuali
(…)
Un certo numero di attori appaiono nel film come cammei: la consulente d’arte ed amante extra-coniugale Juliette Binoche, l’analista Jay Baruchel, la teorica Samantha Morton e il capo della sezione finanziaria Emily Hampshire , che ottiene una fantastica scena e inquietante mentre guarda le smorfie di Packer mentre subisce un esame delle prostata all’interno della limousine. Tutti questi personaggi fugaci servono far si che Packer si interroghi sul valore del denaro, mentre la sua paranoia su una minaccia credibile per la sua vita diventa realtà. Quando l’azione si svolge al di fuori della limousine fantasticamente progettata il film perde però la sua unicità. Kevin Durand è in ottima forma nel ruolo del capo della sicurezza, ma il rapporto teso tra Packer e la moglie (Sarah Gadon) utilizza, ovviamente, anche la sessualità come una metafora. La coppia ricca sopporta un matrimonio di convenienza gelido, che riunisce due dinastie finanziarie, ma non si toccano mai, e vivono vite separate. I loro incontri in librerie e caffè sono pieni di continue richieste di Packer affinchè il loro matrimonio sia consumato. Quando Packer raggiunge il barbiere preferito di suo padre , la storia si snoda in un incontrollato, surrealismo impenetrabile, fortunatamente riportato a terra da Paul Giamatti. E ‘difficile immaginare però un altro attore capace di creare un tale notevole impatto come Pattinson. In ogni singola scena verbosa, lui è incredibile, dalla scena di apertura del film sottilmente nervosa alla tensione che si deforma in tensione sessuale durante la sua visita medica e come magistralmente egli pronuncia ogni battuta (tutte impegnative), infondendo in esse un cinismo verso il mondo e la logica. Si tratta di una performance di svolta per la star di Twilight, che ha sempre scelto progetti interessanti nonostante il suo status di “rubacuori”, e il coraggio di Cronenberg nel suo casting ha dato i suoi frutti. Pattinson è avvincente sempre – c’è un vortice di intelligenza feroce nel suo prodigio finanziario, ribolle sotto un pietrosità controllata. Si tratta di uno spettacolo a più livelli, uno dei migliori dell’anno, che rende le teorie spesso pretenziose incredibile del film credibili e convincenti. Pattinson tiene saldamente nelle sue mani questo film teatrale ma visivamente memorabile insieme, anche quando si dipana nei momenti meno soddisfacenti – E rende il film un film che vale la pena vedere. Non vedrete un altro film interpretato da un idolo di serie A così coraggioso per lungo tempo.
*****************************************************************************************************
Michelle Orange scrive per Movie Line su Bel Amì:
Sebbene interpreti uno dei grandi libertini della letteratura – l’arrampicatore sociale,l’incompetente eroe al centro del romanzo di Guy de Maupassant del 1895 – l’attenzione per Robert Pattinson in Bel Ami è notevolmente al di sopra della media. Questo è certamente vero nel senso letterale, visto che i registi teatrali Declan Donnellan e Nick Ormerod, al loro esordio cinematografico, convogliano l’ attenzione sullo straordinario volto di Pattinson, perdendocisi anche un po’ a volte. Ma manca qualcosa di più -quella fisicità libidinosa e quella grandezza carismatica di un mascalzone a tutto tondo.
Come per il recente W.E: di Madonna , Bel Ami è curato fino a brillare, anche se il lustro è un po’ compensatorio. Anche le prostitute nel bar parigino dove Georges Duroy (Pattinson) si trascina, dopo lae sue sfrenate battaglie sul fronte algerino, sono in stile comparse del Moulin Rouge . A incontro fortuito con il suo ex superiore (attualmente giornalista) Charles Forestier (Philip Glenister) in quel bar ,fornisce allo squattrinato Georges un invito ad una ancor più fortuita cena . Donnellan e Ormerod, entrambi veterani del teatro britannico, sono un po’ sfrontati nella scena che segue, quando il bel George fa il suo debutto sociale, e le sue conquiste in futuro vengano introdotte soltanto per allinearsi come tre ananas del jackpot.
George non può credere alla sua fortuna, e neanche noi: la formidabile moglie di Forestier, Madeleine, è interpretata da Uma Thurman; la moglie del proprietario del giornale, Rousset (Colm Meaney), è interpretata da Kristin Scott Thomas, e la più giovane delle tre, una solitaria moglie di società di nome Clotilde, è interpretata da Christina Ricci. Le labbra di Pattinson sembrano diventare visibilmente più rosse quando le donne cedono alla sua seduzione, ma la speranza di vederlo dare sfogo alle eterne frustrazioni edwardiane, nell’accademica scena in cui strappa il corsetto, comincia a svanire quando Georges dimostra di essere più un uomo di reazione che di azione. Quando Madeleine durante la cena propone Georges come articolista per il giornale, fa un sorrisetto compiaciuto; e quando Madeleine scrive il primo articolo per lui, durante il loro primo incontro a due e lo informa del suo totale disinteresse ad essere la sua amante, la telecamera indugia su un’espressione simile. Qualunque sentimento o calcolo si nasconda dietro, è sicuramente ben mascherato, e il divario tra le numerose inquadrature sulle reazioni di Pattinson e il loro significato si colma solo col procedere del film.
Le donne si affezionano a Georges immediatamente, anche se sembra aver più talento per il tempismo che non per l’insinuarsi subdolo. Clotilde è in cerca di un amante, e prende in affitto un appartamento sontuoso per i loro appuntamenti. Nel frattempo gli articoli scritti segretamente da Madeleine tributano a Georges il successo, anche se gli uomini lo vedono come un panciotto vuoto e Forestier, in particolare, lo tratta con disgusto. Quando la sua nuova posizione è compromessa e Georges deve iniziare darsi da fare sul serio, le sue mosse sono improvvise e s’inseriscono malamente. Donare di persona un cestino di pere a Mme. Rousset sembra riguadagnargli il lavoro, e l’idea che Georges sia guidato da una volontà di abbandonare le sue radici contadine è più convincente quando lo dichiara a Clotilde. Caratterizzazione risulta troppo “pensata”, ed esce fuori solo quando diventa una necessità della trama.
E tuttavia, nel complesso, Bel Ami è molto guardabile. Come spesso accade nei film in costume in particolare, il grado in cui i diversi personaggi s’inseriscono in modo convincente nel mondo del film varia. La Scott Thomas, per esempio, è allo stesso tempo tragicamente e comicamente bella come buona, religiosa moglie sedotta al punto di perdere le proprie facoltà mentali. Lei riesce a trasmettere quel mondo con uno sguardo e poche parole. La Thurman ha un compito più arduo con Madeleine, e anche se lei fa un atto d’accusa sconvolgente contro Georges verso la fine, il suo personaggio in particolare – l’ ambiziosaintrigante politica ostacolata dal suo sesso – dimostra un problema endemico con lo script (di Rachel Bennette) e la regia: Le migliori performance sembrano vivere una storia che il film non avvalora . Produttore esecutivo Simon Fuller (il creatore di American Idol è descritta nelle note di stampa come businessman di punta del mercato dell’intrattenimento), Bel Ami a volte dà l’impressione di una finzione elaborata per convincere sia Pattinson che il pubblico che nel film ci sia qualcosa di più che il suo bel visino.
Ma che viso! Di una bellezza classica a volte, oscuramente sensuale un attimo dopo, poi quasi grottesco nella luce sbagliata, poi di nuovo fanciullescamente senza macchia. Non ho visto Cosmopolis di David Cronenberg, ma se c’è un regista che potrebbe forgiare quel volto e sfruttare correttamente il suo camaleontismo, quello è lui. Anche se la sua faccia è la sua fortuna in Bel Ami, Pattinson è male utilizzato, i suoi talenti grezzi sono ancora in attesa non solo del ruolo giusto, ma del regista giusto. In quel modo, uno dei migliori intrecci del film – la visione di un giovane che s’impegna nello sport vittoriano più cruento di fare un buon matrimonio, avrebbe una risonanza diversa. Qualcosa mi dice che possiamo aspettarci una più perfetta armonia.
traduzioni: per Cosmopolis su DIY -Fiammy, per Bel Amì su MovieLine- Fearlessmore













HAPPY BD
Intervista con Stefano Crescientini
ROB-LENDARIO 2011
ROB-LENDARIO 2012
Le Rpattz club
Mission Blacklist France
Pattinson Art Work
Pattinson Ladies
Pattinsonnews
Robert Pattinson Australia
Robert Pattinson Press Japan-Clara-Press-Project
Robert Pattinson Spain
Robsessed™ Addicted to Robert Pattinson
Spunk-Ransom
Thinking Of Rob
Todo Twilight Saga
Bel Ami film
Bel Amì Movie Uk
COSMOPOLIS FILM BLOG
Crazy for Robert
Diario Twilight
FANTASY EVENTS – ITACON
Notìcias Robert Pattinson Brasil
PattinsonWorld
PattyStewBoneCity
Robert Pattinson Daily
Robert Pattinson Italia
RobertPattinsonUk
Robnation
RobPattzNews
Robsessed Brasil
RobsessedSpain
Robstenation
Strictly Rob
Tra le righe di Breaking dawn
Water for Elephants Film
1° ANNIVERSARIO. 2 APRILE 2011
VERONA 26.09.2010
giugno 13th, 2012 on 06:58
E lo ha fatto Miss Orange….. Cronenberg ha colpito giusto! Non ha dovuto forgiare nulla, Rob di suo è stato in grado di sviluppare il suo camaleontismo… David gli ha solo dato la possibilità di sdoganarsi e lui ha dimostrato per gli interi 148 minuti di Cosmopolis che dietro ‘quel viso!’ il suo talento esplode e c’è un cervello che gira a mille!
grazie Fiammy per la dedizione…..
giugno 13th, 2012 on 09:03
A leggere Becky Lee mi son commossa…
Un consiglio alla Orange: cerchi di vedere Cosmopolis prima che può!!
giugno 13th, 2012 on 11:17
ammeppete che belle recensioni….hai ragione ellevi, la prima è quasi commovente tanto è vera!!!e le ultime due righe della Lee mi hanno fatto davvero esultare di gioia!!!
giugno 13th, 2012 on 16:00
Robert Pattinson non ha recitato sè stesso usando la
)
maschera di Edward Cullen …….
Proprio no .
Questa – badateci , se e quando rivedrete le varie Press Conferences , specalmente quella di Cannes – sarebbe l’” ammissione ” che molti hanno tentato di carpire a Robert , insinuandogli parecchie domande tutte dello stesso stampo , prima tra tutte ( in sintesi ) :” …. Ha trovato molte cose in comune tra lei ed Eric Paker , mr. Pattinson ? ” …
” … Quali analogie ha trovato tra la sua propria vita e la vita di Eric Paker , mr.Pattinson ? “…
” … Ha trovato semplice il calarsi in questo personaggio , mr. Pattinson ? ”
Bastardi .
E Pressapochisti .
Robert , forse non ha potuto – … o VOLUTO … rispondere loro a tono , anche perchè ciò lo avrebbe trasportato in una dimensione a lui estranea : la Consapevolezza ( più o meno meditata ) delle proprie notevoli qualità .
Ci ha pensato , però , il Grande David regalandoci altre perle di saggezza e sarcastico umorismo – tra le sue molte – : ” Robert non può , in effetti , rispondere a questa domanda perchè si tratta di una domanda – diciamo , ecco – ‘ difettosa ‘ ” ….. ” E’ un pò semplicistico e superficiale voler approcciare il personaggio di Packer basandosi su supposte analogie con la vita – ed i trascorsi cinematografici – dell’attore che lo interpreta …( lett. : è una domanda che fa cagare , e mostra quanto poco di sostanza vi sia nei vostri supponenti cranii … io mi sento in imbarazzo per voi , e rispondo io al posto di Robert perchè entrambi sappiamo che lasciare a lui la parola significherebbe assecondare il vostro sporco gioco ! )
Per cui David ed a tratti lo stesso Robert , si sono sgolati nel far capire all’ottusamente prevenuto consesso che no : non è stato affatto semplice per il giovane attore calarsi nei panni di un uomo la cui interiorità , la cui esistenza ed il modo di viverla si trovano agli esatti antipodi dei proprii …
Che l’unico aiuto che il grande regista ha ritenuto necessario offrire al suo protagonista , è stato impedirgli di razionalizzare il suo fenomenale istinto ( lett :…. non pensare troppo a come interpretare Eric , Robert . Non tentare di capirlo , ed anticipare le sue mosse . Vivilo ! Vivilo sul momento senza porti domande , e vedrai che andrà tutto per il verso giusto …. ).
Che l’insistente richiesta di trovare analogie tra sè ed Eric è – in effetti – una domanda con un difetto di fondo , poichè la corretta impostazione sarebbe dovuta essere : ‘ Quanto DI TUO hai portato , nell’interpretare il difficile personaggio di Eric Paker , Robert ? ‘( … concetto spiegato dallo stesso Cronenberg in un’altro momento , non ricordo bene quale
Robert ha risposto a questa domanda solo in parte . Avrebbe potuto dire di più , volendo , ma non ha voluto anche perchè nessuno gli ha posto la questione nei giusti termini .
In più , il film è un ‘opera d’arte : io l’ho visto , ed effettivamente si presta a molteplici interpretazioni ( componente tipica , questa , dell’Arte pura , senza compromessi ), ed io , naturalmente , gli ho fornito la mia personale ……………………………………………..
Che non si discosta molto dall’analisi del testo di DeLillo , letto alla luce di ciò che Robert avrebbe potuto apportare di ” proprio ” al personaggio di Eric , che feci tempo fa :
La Tragedia di un Giovane alla ricerca dell’Io più Autentico .
Il ” viaggio ” di Eric è una Catarsi ….. è la progressiva liberazione da ciò che – alla fin fine – gli è risultato più dannoso che utile : via gli ochhiali scuri , che impediscono di conoscerne la vera anima …. via – pezzo dopo pezzo – gli abiti stilosi …. carina la metafora dell’esperienza di sodomia , sogno proibito di molti , ambisesso , per i più disparati motivi ….( ed impressionante la bravura dell’attore nell’interpretare la scena ).
Via la straniante dipendenza dal vuoto giro del business …. sfregiamo la Sublime Bellezza con un impiastro di panna montata , una manciata di capelli in meno , una ferita nella squisita mano in più .
LIBERO !
Lo SO che è una visione semplicistica , probabilmente segno di una mente non molto più aperta dei giornalisti alle Press Conferences : però è positiva , positiva per Eric che è un uomo e non una metafora ( del Capitalismo , dicevano . Mah ! )….. positiva per Robert , che è un uomo con un progetto di vita e la speranza di realizzarlo e non un Marchio Statico , prigioniero di esso e del mondo che tenta di rinchiudervelo ( ! )
Il mondo , quel mondo che si vede impazzito dai vetri della limousine , non è per nulla votato alla sua fine ( e questo sia Cronenberg che Pattinson l’hanno rimarcato ) : ha bisogno di essere rivisto – questo si – ma una rinascita non è la morte definitiva . Non vi è clima da Apocalisse , come molti critici vorrebbero …. almeno non nella trasposizione cinematografica di Cronenberg .
Ed i Rivoltosi rumorosamente presenti , non si ribellano ad uno stile di vita che odiano e vorrebbero distruggere : si ribellano ad un mondo di cui vorrebbero ad ogni costo essere parte , come è per Benno Levin .
Se Benno ucciderà Eric – ma io non credo che lo faccia , e nel libro non è affatto così evidente come dicono – lo farà solo perchè Eric ha cercato ( riuscendovi ) di distruggere quell’immagine di sè – così ricco , così potente , così bello , così brillante – a cui Benno stesso ambiva ( non riuscendovi ) , e che amava al punto da odiare :
perdonatemi l’ossimoro ma le cose stanno così ,
per Levin .
E’ una contraddizione in termini .
Benno non ucciderà Eric , per due motivi ………….
Il primo è che , se lo facesse ,opererebbe la definitiva ” liberazione ” di Eric da quelle ” ricchezze ” talmente da lui desiderate da divenire un ‘ossessione : Benno sa che Eric lo vorrebbe , ma lo odia troppo per accontentarlo .
Il secondo è che Benno sa che – in fondo – Eric non vorrebbe essere ucciso : e lo ama troppo per poterlo fare .
Lo ama , perchè negli occhi blu del suo alter -ego finalmente liberati dagli occhiali scuri , Benno legge la sua anima fino in fondo ….il libro finisce così , con Levin che guarda Paker nel profondo , con la pistola puntata ma ancora il colpo in canna .
IL film finisce con Levin alle spalle di Packer : e sono gli spettatori a dover leggere nei suoi grandi occhi pieni d’anima .
E saranno gli spettatori a schiacciare , nell’eventualità , quel grilletto .
giugno 13th, 2012 on 16:05
La prima recensione mi ha deliziato .
!
E’ colpa della sua autrice se mi sono lanciata in questo vortice di parole … colpa sua
Però mi è piaciuta anche al seconda , anche se non mi ritrovo d’accordo con la Orange su diversi punti .
giugno 14th, 2012 on 09:16
Sempre grande Griza!!
TU, con le tue potenti, acute e brillanti osservazioni mi hai deliziato!!
giugno 14th, 2012 on 09:54
Molto bella, Griza! Interpretazione davvero affascinante!