Cosmopolis recensito da Marianne2.fr/reviews by Marianne2.fr (France)
by Fiammy on giu.24, 2012, under Interviste
Traduzione Italiana: Fiammy
Recensione di DANIÈLE HEYMANN per Marianne2
Tratto dal romanzo di romanzo di Don DeLillo, il nuovo film di David Cronenberg mette in scena un “ragazzo d’oro (della finanza)” in una limousine, minacciato di morte e di fronte al crollo del suo mondo. Una parabola agghiacciante. (4 su 5 stelle)
E’ con una fedeltà puntigliosa che David Cronenberg si è impegnato in un adattamento letterale, se non letterario, di Cosmopolis di Don DeLillo (2003). Questa non è la prima volta un libro tenta e ossessiona il grande regista “clinico” canadese, nel passato c’è stato Il pasto nudo ( da Burroughs), e Crash ( da Ballard), e altri. Ma mai così, mai che abbia richiesto ai suoi interpreti a recitare testualmente, parola per parola, i dialoghi sentenziosi e astrusi dell’autore. Questo crea una distorsione, tutto sommato molto fertile, tra ciò che vediamo ,il tanto parlare, gli elementi disturbanti, e ciò che che invece è sottinteso ,deliberatamente pontificato. Eric Packer è un miliardario giovane ragazzo d’oro che è a pochi istanti dall’apocalisse monetaria annunciata. E ‘silenzioso e stanco, gli occhi rossi per la mancanza di sonno, e questo è Robert Pattinson, il vampiro vegetariano della saga di Twilight, cresciuto, che conferisce (al personaggio) una sorprendente profondità umana. Packer si propone di acquistare un dipinto di Rothko, no, vuole una cappella, ma non è in vendita. Egli sembra aver preso la residenza nella sua limousine bianca estesa a otto metri. Egli ha anche fatto blindare o “prouster”, vale a dire, tappezzata di sughero (la limousine) per l’isolamento acustico, così come Marcel Proust fece della sua stanza. In limousine fa un sacco di cose, compreso il suo quotidiano check-up, l’ecocardiografia o, e lunghe dissertazioni sulle fluttuazioni dello yuan, ed è il ventre di una balena tecnologica asettica, ma anche una bara imbottita. Procede lento per le strade di Manhattan, soffocato da processioni con rischi (la visita del Presidente, il funerale di un rapper), Packer ha un solo desiderio, imperioso, farsi fare un taglio di capelli dall’altra parte della città . La sua guardia del corpo gli ha detto che vogliono la sua vita. Lui se ne frega, che vuole un taglio di capelli. Eric Packer è sposato. La sua giovane moglie (Sarah Gadon) è traslucida, poeta, troppo ricca. Si incontrano per caso nell’imbottigliamento del traffico. Mangeranno in grassi fast food cosi poco assimilabili alle loro fortune , insieme . Davanti ad una porta, in un caos di voci in pericolosa crescita ( un grande lavoro sul suono, il silenzio soffocato tra la vettura e il clamore della strada),lei gli dice : “Vuoi la libertà? E ‘il tuo giorno fortunato. ”
La separazione coniugale più radicale che abbiamo mai visto. Appaiono topi morti . Significano: “Il desiderio di distruggere è creativo”, “la morte è un oltraggio”. Piovono verità e topi morti. Notare l’aspetto sconcertante di due dei nostri connazionali, Juliette Binoche in una scena di sesso amara nella parte posteriore della limousine, e Mathieu Amalric decolorato nei panni molto turbati di un lanciatore di torte rumeno.
Packer trova finalmente il suo vecchio parrucchiere che lo ha conosciuto bambino . La scena è molto dolce. Ma è troppo tardi, lui ha un appuntamento con il destino, con il suo assassino (Paul Giamatti). Tra di loro scorre il Stige, un fiume che è invisibile in questo pasticcio nero civilizzato a cui è collegato e dove i libri muoiono,e ognuno ha una pistola in mano fino alla morte. Il denaro, la sua perdita di denaro era solo un pretesto, la sua crisi è più grave, e lo temevamo, lo avevamo previsto. Non è tanto ciò che aveva perso (il denaro) l’uomo, ma aveva perso se stesso. Si va a nero. E ‘stato bello ( stare in compagnia) con un un grande stilista, un grande pessimista , siamo stati bene con Cronenberg.
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DANIÈLE HEYMANN sur Marianne2 :
Adaptation du roman du roman de Don DeLillo, le nouveau film de David Cronenberg met en scène un « golden boy » en limousine, menacé de mort et confronté à l’effondrement de son monde. Une parabole glaçante.
C’est avec une fidélité sourcilleuse que David Cronenberg s’est livré à une adaptation littérale, sinon littéraire, de Cosmopolis de Don DeLillo (2003). Ce n’est pas la première fois qu’un livre tente et hante le grand clinicien canadien du cinéma, il y eut Le festin nu (Burroughs), il y eut Crash (Ballard), d’autres encore. Mais jamais ainsi, jamais en imposant à ses interprètes de réciter mot à mot, mot pour mot, les dialogues sentencieux et abstrus de l’auteur. Cela crée une distorsion, somme toute très féconde, entre ce que l’on voit, infiniment parlant, troublant, et ce que l’on entend, délibérément pontifiant.
Eric Packer est un jeune golden boy milliardaire à quelques instants de l’apocalypse monétaire annoncée. Il est taciturne et las, les yeux rougis par l’insomnie, et c’est Robert Pattinson, le petit vampire végétarien de la saga Twilight devenu grand, qui lui donne une étonnante épaisseur humaine. On propose à Packer d’acheter une toile de Rothko, non, il veut une chapelle, mais elle n’est pas à vendre. Il semble avoir élu domicile dans sa limousine blanche rallongée de huit mètres. Il l’a faite blinder mais aussi « prouster », c’est-à-dire tapisser de liège pour l’insonoriser, ainsi que le faisait Marcel Proust de sa chambre. La limousine où il se passe beaucoup de choses, notamment son check up quotidien, échographie cardiaque comprise, et de longues dissertations sur les fluctuations du yuan, tient du ventre aseptisé d’une baleine hightech, et du cercueil capitonné aussi. Progressant péniblement dans les rues de Manhattan, engorgées par des cortèges à risques (visite du président, funérailles d’un rappeur), Packer n’a qu’un désir, impérieux, se faire couper les cheveux de l’autre côté de la ville. Son garde du corps lui affirme qu’on en veut à sa vie. Il s’en moque, il veut une coupe de cheveux.
Eric Packer est marié. Sa jeune femme (Sarah Gadon) est diaphane, poétesse, riche aussi. Il ne la rencontre qu’au hasard de l’embouteillage. Ils vont manger ensemble dans des fastfoods graisseux si peu assortis à leurs fortunes. Devant une porte, dans la rumeur dangereuse d’un chaos grandissant (formidable travail sur le son, entre le silence asphyxié de la voiture et la clameur de la rue), elle lui dit : « Tu voulais la liberté ? C’est ton jour de chance. » La plus radicale rupture conjugale que l’on ait vue. Des cadavres de rats apparaissent. On entend : « Le désir de détruire est créatif », « mourir est un scandale ». Il pleut des vérités premières et des rats morts. On note l’apparition assez déconcertante de deux de nos compatriotes, Juliette Binoche pour une scène de rut amer au fond de la limo, et Mathieu Amalric décoloré, en entarteur roumain très énervé.
Packer trouve enfin son vieux coiffeur qui l’a connu enfant. Scène très douce. Mais il est déjà trop tard, il a rendez-vous avec son destin, son assassin (Paul Giamatti). Entre eux coule le Styx, c’est un fleuve noir invisible dans ce capharnaüm civilisé où agonisent des livres, chacun une arme à la main est branché sur la mort. L’argent, la perte de l’argent n’était qu’un prétexte, la crise est plus grave encore qu’on le craignait, qu’on nous le prédisait. Ce n’est pas tant ce qu’il possédait que l’homme a perdu, mais lui-même. Le noir se fait. On était bien chez un grand styliste, un grand pessimiste, on était bien chez Cronenberg.













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giugno 24th, 2012 on 15:41
Come fanno bene al cuore queste recensioni!!!!!!!!!Sono preziose,accurate,da parte di chi il film l’ha guardato davvero e,magari,ha anche letto il libro.
giugno 25th, 2012 on 04:16
Hai proprio ragione , Patrizia .
Oltretutto questa recensione possiede anche una struggente venatura poetica …
… Si capisce che non è soltanto piaciuto , ma ha toccato corde profonde .
E’ penetrato nelle ossa .