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Robert Pattinson “La Bellezza della Bestia” intervista col Sunday Times/ interviewed by Sunday Times- The Beauty of The Beast

by on feb.26, 2012, under Interviste

 

La Bellezza della Bestia

Robert Pattinson parla di come ha scambiato i suoi denti da vampiro per le arti oscure di un seduttore seriale nel suo nuovo film: Bel Amì.

Il vampiro più amato al mondo è a Berlino per una visita lampo e, fedele al personaggio del   succhiasangue , Robert Pattinson non sta mangiando. Stasera, farà il tappeto rosso cosa per la prima mondiale del suo nuovo film, Bel Ami, ma nel salone dell’hotel privato stanziato per questa intervista - ”Questo è di classe”, commenta  mentre vi passeggia entrando , ma intacca appena l’insalata di pollo che ha ordinato, nonostante dica di avere fame.

Pattinson non è noto per  avere interpretato  personaggi che hanno caratteristica di essere molto sorridenti o di ridere,  e , così la prima cosa  che si nota è come invece prontamente ride quando lo si incontra di persona. Vestito con un completo nero-grigio e sfoggiando un nuovo taglio di capelli  sotto il berretto nero, si è appena seduto, con un pacchetto di Camel al suo fianco, ripiegato su se stesso , e parla del KitKatClub, un conosciuto sexy locale di  Berlino  del suo  desiderio diproteggere con la sua famiglia. Sta scherzando? Spero di no.” Stavo raccontando questa cosa a mio padre ieri sera e lui sembrava molto coinvolto dalla cosa, seriamente ”  Ci vengo anche io (mi diceva mio padre) - andiamo al club delle orgie.’

Il  venticinquenne attore è stato a  Berlino molte volte. Una delle migliori vacanze che abbia mai fatto è stato un soggiorno a Berlino Est  quando aveva 17 anni, ”prima che diventasse così imborghesito”, frequentando bar che hanno la residenza illegale negli edifici abbandonati.  Questi tempi un pò bohemienne fanno apparentemente parte del passato per la star di Twilight, anche se il suo desiderio di andare al KitKatClub può essere una indicazione del contrario. L’altra osservazione da fare è che Pattinson è un uomo molto bello, ma il suo viso è meno largo e meno piatto  rispetto a come appare attraverso la telecamera . Ed è imperfetto abbastanza da renderlo lontano dal ragazzo standard stile Hollywood.

“Nessuno vuole vedere una testa di cazzo avere successo - è per questo che ho voluto farlo”.

E ‘facile capire perché egli  è il personaggio perfetto (come casting) per il ruolo del vampiro seducente, ma anche perché  ugualmente non poteva che ottenere il ruolo di Georges Duroy,il mostro insaziabile di denaro e lussuria-  cuore  (del romanzo ) di Bel Ami. Questo adattamento  del romanzo di Guy de Maupassant ambientato durante la belle époque segna il debutto alla regia di due dei nostri  registi  teatrali più acclamati - Declan Donnellan e Nick Ormerod, i fondatori di Cheek by Jowl. Tra i progetti Pattinson ha scelto avendo la rete di sicurezza Twilight ben tesa, i primi due, Remember Me (2010) e Water for Elephants (2011), erano poco avventurose escursioni  nel romantico e,  che non avrebbero potuto turbare le fans di Twilight (anche le più rigide) .

Bel Ami è dove (il gioco) si fa interessante.

Georges Duroy è essenzialmente  un anti-Edward Cullen, un opportunista che usa il sesso per il (proprio ) guadagno senza scrupoli, circuendo la gente - letteralmente, nel caso delle mogli dell’alta società ricca interpretate da Uma Thurman, Christina Ricci e Kristin Scott Thomas - nella  sua ascesa da povero soldato parigino a potente. Cullen è l’affascinante vampiro con l’animo nobile che (desidera e) ottiene la ragazza (che vuole); Duroy è l’affascinante, parassita senz’anima che ottiene tutto, ma proprio tutto tranne la  sua giusta punizione. Pattinson  interpreta  come attore al meglio sia l’aspetto repellente del personaggio, sia il suo fascino vuoto, sogghignando quando egli seduce.

L’essere rimasti strettamente fedeli alla fonte Maupassant è uno dei tanti punti di forza di Donnellan e Ormerod  e della loro visione magnificamente realizzata  e Pattinson ammette che  giocare sul preconcetto alimentato da Twilight su di lui era uno dei motivi per fare Bel Amì . ”Ma le mie idee  sono cambiate mano a mano che lo portavo avanti “, dice. ”Georges continua a essere preso a schiaffi (picchiato , lett. )  dal mondo, ma lui non impara mai. (Questo) Succede a causa dei lati negativi della sua personalità. Nessuno vuole vedere una testa di cazzo avere successo - è per questo che ho voluto farlo “.

Da parte loro, Donnellan e Ormerod sono prevedibilmente affettuosi verso la loro star : il primo elogia il suo ”appassionato attaccamento a noi” durante il periodo in cui avevano difficoltà a fare finanziare il film, e  dicono di lui che è “profondo e intelligente”. ”C’è una differenza enorme tra Georges e Rob”, Donnellan dice. ”Georges sale verso l’alto senza il talento. Rob  ne ha tonnellate di talento. ”(Donnellan  vede Bel Amì come una parabola sulla cultura della celebrità moderna.)

I due attribuiscono inoltre allo stesso attore l’idea  di un periodo di cinque settimane come si farebbe in teatro  per le prove , una mossa  saggia gli ha permesso di assorbire il loro serbatoio di conoscenze su performance e drammi in costume . Ha provato ogni giorno per 10 o 11 ore. ”Ho finito per fare  persino il  mimo e folli improvvisazioni, perché  non sapevo più cosa fare ” racconta Pattinson, dice. ”Un giorno, Holliday [Grainger, sua co-star]  e io ci siamo rincorsi urlandoci a vicenda per quattro ore”. Pattinson non  spiega come questo sia servito alla sua performance, anche se quando è arrivato sul set a Budapest nel febbraio 2010 , era preoccupato  di avere esagerato.

Nel frattempo, Ormerod e Donnellan si stavano occupando dei piccoli passi che vengono con l’essere dei  cineasti al debutto. Il primo concentrato  sulla progettazione della rappresentazione scenica l’altro sugli attori.Pattinson li ricorda  quando mettevano gruppi di persone ad assistere alle scene accanto ai monitor in basso , ma la narrazione graziosa che hanno fatto del testo originario di Bel Ami fa ben sperare per il loro passaggio dal palcoscenico al cinema. ” Ci stiamo pensando e siamo tentati ma abbiamo anche paura”,dice Donnellan.

Pubblicato nel 1885, il capolavoro di Maupassant era scioccante ai suoi tempi . L’autore sapeva  avere poco tempo durante la scrittura di questo suo secondo romanzo - alla fine è morto di  sifilide - e il testo viene infettato da uno spirito di edonismo nichilista, assecondare gli istinti più bassi, mentre è possibile, perché, come un Duroy antireligioso dice: ”Questa è l’unica vita, non c’è niente dopo “. Pattinson avrebbe voluto che una delle ultime riprese per il film fosse stata tenuta e non tagliata in sede di montaggio ovvero  una scena verso la fine del film, dove Georges si rivolge a un crocifisso e ringrazia Dio per la sua buona fortuna. ”E ‘stato fatto nel modo più blasfemo,” dice, ”pensare a Dio come Babbo Natale,ed è stato divertente. C’è un sacco di miserie nel film.  Ma non è così divertente come pensavo che sarebbe stato. ”"

“C’è un sacco di sesso, però, con Pattinson che indulgere in numerosi corpo a corpo, per lo più con  la dolce innamorata Clotilde ( Ricci). Cosa pensa che reagiranno le fans più dure di i Twilight  di fronte a Georges? ”Sono curioso di scoprirlo”, dice. ”Non venire fuori cosi cattivo come avrei voluto che fosse , quindi non credo che nessuno si offenderà.” Pattinson ha ragione su questo - Georges è peggiore nel romanzo. Per quanto riguarda le Twihards,  attribuisce loro una maggiore complessità  rispetto ai più, spiegando che in origine sono appassionate di libri la cui maggior parte non aveva mai visto un film negli anni precedentemente della serie di Twilight. Quando lo incontrano gli regalano sempre libri, a quanto pare, oggi, una gli ha regalato le opere di un poeta greco degli anni 50. Dopo aver assistito a una premiere di Twilight in azione, professo stupore che persone in grado  di urlare in modo quasi sovrannaturale  possano essere dei fans della lettura . ”Forse  leggono un libro nello stesso modo”,sorride, mentre mima  una persona che legge un libro paperback aperto. ”‘ tTolse la sua maglietta …’” Lui allarga la bocca in un grido soffocato, scoppia a ridere.

Pattinson ha affermato una volta che si aspettava di Twilight fosse un “serio film indie ” , piuttosto che una franchise di  blockbusters che arriva persino ai gadget dei fast-food.  Egli ha anche espresso una sorta di benevola invidia rispetto al  modo in cui la sua co-star, KristenStewart -  che ampiamente si presume essere la sua ragazza, anche se non ne parleremo - aveva scalato i ranghi indie prima del suo casting  nella saga dai contenuti angosciosi di Stephenie Meyer , mentre lui  cerca di rendersi credibile per gli indie da già famoso.”Nessuno mi  crede mai  , ma io proprio non lo vedo come questa cosa (Twilight) come così enorme”, insiste.  E’ stato più difficile fare i sequel del primo . ”Il punto fondamentale del personaggio è che non cambia, ma, dopo un po ‘, sei, come dire,  a corto di idee .  ’C'era un po’  (di cambiamento )nell’ultimo film dove lui e Bella litigano per la prima volta, e io quasi non sapevo come interpretarlo, perché non stanno per rompere ”.

Stranamente, la nostra conversazione viene interrotta quando l’albergo inizia a far suonare una terribile canzone pop  nella stanza. ”E ‘dalla colonna sonora di Twilight”, Pattinson sorride debolmente,  ma non è  divertito. Fortunatamente, la musica termina in tempo per Pattinson per riflettere  con noi su dove vuole andare la sua carriera, dopo Breaking Dawn – Parte 2  faccia chiudere il sipario sulla serie. La scorsa estate, ha girato Cosmopolis di David Cronenberg, intepretando  un miliardario egocentrico che cerca un significato nella sua ricchezza (“Uno dei più strani script che ho letto”),  e sta valutando tre progetti , di cui non parlerà in nessun modo,  anche se  il taglio dei capelli è per un Tryout  (una prova).

Sembra insicuro di dove andrà ora , spiega che non ha un’identità personate attoriale definita sullo schermo “Nessuno,  dice : ‘Prendetemi Pattinson’. Ho sempre  visto che le migliori sceneggiature sono state scritte avendo già in mente specifici attori , ma io non so davvero chi sono io ancora in termini di cinema, e non ho fatto abbastanza lavoro  perchè un pubblico percepisca qualcosa in questo senso. ” la situazione è ancora :’ Oh, c’è il tizio di Twilight che cerca di fare qualcosa di diverso. ‘Sono molto consapevole di ciò che penso che la gente  creda di me, il chè fa impazzire il mio management pazzo”. Dov’è il  suo limite? ”Ho rifiutato  di interpretare un marine, perché non voglio  andare con i marines, ‘Questa è una vergogna.’” La sua risata suona vuota questa volta. ”Voglio fare qualcosa in cui ho una pistola, mettermi a correre un po ‘.”

Negli ultimi cinque mesi, vive a Los Angeles,  il suo periodo più lungo nella città dell’industria, dividendo il suo tempo tra tre case e qualche albergo – una realtà nomade a cui è costretto dalla natura rarefatta della sua celebrità. Una di quelle case appartiene a  Kristen Stewart?  ”Ummm …” esita. Penso  che non è il caso di andare in quella direzione. Quando gli dico che George Clooney ha detto di recente che desiderava tornare ai giorni in cui si poteva camminare in un parco a leggere un libro indisturbato, Pattinson rivela che stava guidando per Los Angeles pochi giorni fa, quando qualcuno gli ha indicato la casa in cui Clooney ha vissuto  ”quando aveva il suo maialino domestico e le sue cose”. E’  rimasto scioccato nel vedere che la casa era proprio sulla strada, non schermata.

“Mi ha ricordato che, 10 anni fa, pur essendo la persona più famosa del mondo, si poteva ancora avere una casa dove la gente non sarebbe andata ad accamparcisi di fronte. Faccio di tutto per nascondermi, perché, se qualcuno scopre dove sono io, ci sono persone  che si mettono là fuori  24 ore al giorno. Ed è quello che ti spinge verso la follia, perché non si può sfuggire. Ti  passare la voglia di uscire  -. Poi non incontri più nessuno e finisci per annoiarti follemente ”

Lui odia lamentarsi, però: ”I pro superano i contro di un margine significativo.” Ma è difficile pensare a un altro attore della sua età in una situazione simile - Zac Efron, forse. A suo merito,Pattinson non mostra la sua frustrazione in pubblico, ed è  lontano  anni luce dalle scenate e dai crolli nervosi in stile Sean Penn . Quando  deve sfogarsi dalla pressione , come sicuramente  deve fare , lui telefona ai suoi genitori, che ancora risiedono in Barnes, l’enclave a sud-ovest  del fiume a  Londra dove è cresciuto. ”Pensano che io sia pazzo”, dice. ”Sono le uniche persone a cui posso dire senza che mi diano corda :, io vado a suicidarmi’  La mia famiglia tutta pensa che io odio il mio lavoro così tanto, ma è solo la noia .”

Un paio d’ore più tardi,  vestito con un completo più intelligente nero-grigio, Pattinson vaga per il Bel Ami tappeto rosso.  La gente urla ma ma non si raggiungono livelli violenti , i tedeschi sono così contenuti - anche se una ragazza deve essere tirata fuori dalla fossa degli  autografi per lo più per la sicurezza. Lacrime  sul suo viso, che potrebbero essere semplicemente il risultato dell”angoscia di essere stato sbattuta fuori dalla  orbita del suo idolo. Il film  ha una calda accoglienza, ma una hostess tedesca abbandona completamente tutto il suo decoro sul palco dopo, ignorando Donnellan, Ormerod e Ricci, e trasporta Pattinson fuori dalla line-up  e tuba: ”. Signore, io lo sto toccando”

L’attore sorride pazientemente - non può sfuggire, anche se  non gli piacerebbe  affatto poterlo fare . Fa di meglio al afterparty,  dove riesce a nascondersi da occhi indiscreti con i suoi genitori e le due sorelle in un sancta sanctorum. Se non l’avesse fatto, avrebbe  avuto affrontare incontri simili per tutta la notte. Pattinson è stato avvistato l’ultima volta avventurarsi nella notte di Berlino con la sua famiglia, nel loro percorso , ha detto,  verso il KitKatClub.

 

 

The beauty of the beast

Robert Pattinson on swapping his vampire fangs for the dark arts of a serial seducer in his new film, Bel Ami.

 

“The world’s favourite vampire is in Berlin for a whirlwind visit and, true to bloodsucking type, Robert Pattinson isn’t eating. Tonight, he will do the red-carpet thing for the world premiere of his new film, Bel Ami, but in the private hotel lounge allocated for this interview — “This is classy,” he comments as he strolls in — he barely makes a dent in the chicken salad he has ordered, despite his professed hunger.

Pattinson isn’t known for playing characters who do much smiling or laughing, either, so the first thing to notice is how readily he does both in person. Decked out in a black-grey ensemble and sporting a new cropped haircut under his black cap, he has barely sat down, with a pack of Camels by his side, before he’s folded up in mirth, talking about the KitKatClub, a notorious Berlin sex joint, and his desire to ­patronise it with his family. Is he joking? I hope not. “I was telling my dad about it last night, and he sounded really into it. ‘I’m coming over — let’s go to the orgy club.’ ”

The 25-year-old actor has been to Berlin many times. One of the best holidays he ever had was a stay in the east when he was 17, “before it was so gentrified”, ­frequenting bars that took up illegal residence in abandoned buildings. Such footloose times are seemingly in the past for the star of Twilight, although his desire to hit the KitKatClub may indicate otherwise. The other observation to make is that Pattinson is a very handsome man, but his face is less wide and flat than the camera makes it appear. And there are enough imperfections to separate him from the standard Hollywood pretty boy.

Nobody wants to see a dickhead succeed — that’s why I wanted to do it.

It is easy to see why he is ideal casting as a heart-throb vampire, but equally why he got the role of Georges Duroy, the ­insatiable money-and-lust monster at the heart of Bel Ami. This adaptation of Guy de Maupassant’s belle époque novel marks the directing debut of two of our most acclaimed theatre practitioners — Declan Donnellan and Nick Ormerod, the founders of Cheek by Jowl. Of the projects Pattinson has chosen with the Twilight safety net in place, the first two, Remember Me (2010) and Water for Elephants (2011), were unadventurous romantic excursions, unlikely to ­perturb even the most rabid Twihard. Bel Ami is where it gets interesting.

 

Georges Duroy is essentially the anti-Edward Cullen, an opportunistic cad who deploys sex for ruthless gain, screwing people — literally, in the case of the rich society wives played by Uma Thurman, Christina Ricci and Kristin Scott Thomas — on his rise from impoverished soldier to powerful Parisian. Cullen is the charming, soulful vampire who gets the girl; Duroy is the charming, soulless parasite who gets everything but his own comeuppance. Pattinson nails his repellent, empty charm, sneering as he seduces.

Sticking closely to the Maupassant source is one of the many strengths of Donnellan and Ormerod’s gorgeously ­realised vision, and Pattinson admits that tweaking Twilight-fuelled preconceptions was an original lure. “But my ideas about it changed as I was doing it,” he says. “Georges keeps getting beaten down by the world, but he never learns. He succeeds because of the bad points of his personality. Nobody wants to see a dickhead succeed — that’s why I wanted to do it.”

For their part, Donnellan and Ormerod are predictably effusive about their star: the former praises his “passionate attachment to us” during the film’s difficult financing, and credits him with “edge and intelligence”. “There’s a huge difference between Georges and Rob,” Donnellan says. “Georges rises to the top with no ­talent. Rob has masses of it.” (Donnellan sees Bel Ami as a parable on modern celebrity culture.) They also attribute the idea for a five-week theatre-style rehearsal process to the actor, a savvy move that allowed him to soak up their reservoir of knowledge about performance and period. He showed up every day for 10 or 11 hours. “I ended up doing mime and crazy improvisations, because you run out of stuff to do,” he says. “One day, Holliday [Grainger, his co-star] and I ran around screaming at each other for four hours.” Pattinson can’t articulate how the process fed into his performance, although when he arrived on set in ­Budapest in February 2010, he was ­worried he had overcooked it.

Meanwhile, Ormerod and Donnellan were taking the baby steps that come with being debut film-makers. The former focused on the design tapestry, the latter on the actors. Pattinson recalls them putting a row of audience heads at the bottom of the monitor, but the graceful story­telling they bring to Bel Ami bodes well for their move from stage to cinema. “We’re now rather bitten, I’m afraid,” Donnellan says.

Published in 1885, Maupassant’s masterpiece was shocking in its day. The author knew he was on borrowed time while writing this, his second novel — he eventually succum­bed to syphilis — and it is infected by a spirit of nihilistic hedonism, of indulging base instincts while you can because, as the antireligious Duroy puts it: “This is the only life; there’s nothing after.” Pattinson wishes they had kept a shot near the end where Georges turns to a crucifix and thanks God for his good fortune. “It was done in the most blas­phemous way,” he says, “thinking of God as Father Christmas, which was funny. There’s a lot of misery in the movie. It’s not as funny as I thought it was going to be.””

“There is plenty of sex, though, with Pattin­son indulging in numerous clinches, mostly with Ricci’s sweetly amorous ­Clotilde. What does he think die-hard Twilight fans will make of Georges? “I’m curious to find out,” he says. “He doesn’t come across as [being] as bad as I wanted him to, so I don’t think anyone will be offended.” Pattinson is right about that — Georges is worse in the novel. As for Twihards, he credits them with more complexity than most, explaining that they are a literary-minded bunch who mostly hadn’t seen a film in years before the ­Twilight series. They are always giving him books, apparently; today, one handed him the works of a 1950s Greek poet. Having witnessed a Twilight premiere in action, I profess amazement that people able to unleash such unearthly shrieks could be that bookish. “Maybe they read a book in the same way,” he grins, as he mimes holding an open paperback. “ ‘He takes his shirt off…’” He widens his mouth into a muffled scream, then creases up with laughter.

Pattinson once claimed he expected ­Twilight to be a “serious indie” film, rather than a blockbuster franchise with fast-food tie-ins. He has also expressed a sort of ­ben­evolent envy at the way his co-star, ­Kristen Stewart — widely assumed to be his girlfriend, although he won’t discuss it — rose up through the indie ranks before her ­casting in Stephenie Meyer’s angst-soaked saga, whereas he is having to fit in his indies while already famous. “Nobody ever believes me about it, but I just didn’t see it as being this huge thing,” he insists. It’s the sequels he has found most difficult. “The whole point of the character is that he doesn’t change, but, after a while, you’re, like, ‘I’m running out of ideas here.’ There was one bit in the last film where he and Bella had their first argument, and I almost didn’t know how to play it, because it’s not like they’re going to break up.”

Bizarrely, our conversation is interrupted when the hotel starts pumping a dreadful pop song into the room. “That’s from the Twilight soundtrack,” Pattinson smiles wanly, not that amused. Mercifully, the sulky track is terminated in time for Pattinson to reflect on where he wants his career to go after Breaking Dawn — Part 2 draws the curtains on the series. Last ­summer, he shot David Cronenberg’s ­Cosmopolis, playing an egocentric billionaire who seeks meaning in his wealth (“One of the weirdest scripts I’ve read”), and he is currently weighing up three projects, none of which he will talk about, although the cropped head is for a tryout.

He seems unsure where to go next, explaining that, without a definable screen persona, “Nobody’s going, ‘Get me Pattinson’. I always find the best scripts have been written with people in mind, but I don’t really know who I am yet in terms of cinema, and I haven’t done enough work to have an audience perceive something. “It’s still, ‘Oh, there’s the Twilight guy trying to do something else.’ I’m very conscious of what I think people would believe me as, which drives my management crazy”. Where does he draw the line? “I’ve turned down playing a marine, because I don’t want marines to go, ‘This is a disgrace.’ ” His laughter sounds hollow this time. “I want to do something where I have a gun, get to run around a little bit.”

For the past five months, he has been living in Los Angeles, his longest stretch in the industry town, splitting his time between three houses and the occasional hotel — a nomadic reality forced on him by the rarefied nature of his celebrity. Does one of those houses belong to Stewart? “Ummm…” he hesitates. “I just think it’s best never to talk about that stuff.” When I tell him that George Clooney said recently he longed for the days when he could walk into a park and read a book undisturbed, Pattinson reveals that he was driving through LA a few days ago when someone pointed out the house Clooney lived in “when he had his pet pig and stuff”. He was shocked to see it was right on the street, unshielded.

“It reminded me that, 10 years ago, even being the most famous person in the world, you could still have a house where people wouldn’t go and camp outside. I do everything to hide because, if someone finds out where I am, there are people outside 24 hours a day. And that’s what drives you crazy, because you can’t escape. It makes you not want to go out — then you don’t meet anyone and just get insanely bored.”

He hates complaining, though: “The pros outweigh the cons by a significant margin.” But it’s hard to think of another actor his age in a similar predicament — Zac Efron, maybe. To his credit, Pattinson doesn’t show his frustration in public, and is yet to succumb to Sean Penn-style meltdowns. When the pressure valve needs releasing, as surely it must, he rings up his parents, who still reside in Barnes, the riverside enclave of southwest London where he grew up. “They think I’m insane,” he says. “They are the only people I really let rip on — ‘I’m going to kill myself!’ My family all think I hate my job so much, but it’s just the boredom that gets to you.”

A couple of hours later, in a far smarter black-grey ensemble, Pattinson roams the Bel Ami red carpet. There is squealing, but it doesn’t reach violent levels — ­Germans are so restrained — although one teenage girl has to be lifted out of the ­autograph mosh pit to safety. Tears stream down her face, which might simply be anguish at being whisked out of her idol’s orbit. The film plays to a warm reception, but a German hostess abandons all ­decorum on stage afterwards, ignoring Donnellan, Ormerod and Ricci, and hauling Pattinson out of the line-up to coo: “Ladies, I’m touching him.”

The actor smiles patiently — he can’t escape, even if he’d like nothing more. He does better at the afterparty, hiding away from prying eyes with his parents and two sisters in an inner sanctum. If he didn’t, he’d be facing similar encounters all night. Pattinson was last spotted venturing into the Berlin night with his family, on their way, he said, to the KitKatClub.

 

source The Sunday Times via Thinking of Rob

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4 Commenti per questo articolo

  • ellevi

    Questa intervista nel compelsso mi è piaciuta…
    Tra l’altro, abbiamo saputo cosa sta facendo e che c’è un perché per quei capelli … ;-)

  • Fiammy

    chissà come era la scena del crocefisso?… speriamo sia nel dvd tra le scene “tagliate” (che spero mettano…)

  • Consu

    Vero, una bella intervista….me lo vedo sorridere e fingere di leggere il libro o perplesso quando sente la canzone della colonna sonora di Tw in sottofondo o quando parla del KitKatclub e di portarci sua madre e suo padre…che tipo che è!
    Fiammy speriamo di vedere quella scena…soprattutto speriamo di vedere il film!E presto!quanto manca ad aprile?e quanto manca per avere una data ufficiale?
    E, sinceramente, nemmeno io vedo al mondo un altro ragazzo della sua età ai suoi livelli…in tutti i sensi!

  • Fiammy

    non lo so… sabato sono stata al cinema ed ho intercettato il trailer di “romanzo di una strage” di 01, dedicato alla strage di Piazza Fontana, che esce il 30 marzo. Immagino che dopo quello 01 possa promuovere più attivamente Bel Amì. Almeno lo spero. E spero, con tutto il cuore di avere una data precisa per l’uscita di Bel Amì da comunicare ^_^;;

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