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Traduzione;Conferenza stampa a Parigi- Come l’acqua per gli elefanti

by on mag.15, 2011, under Interviste


De l'eau pour les éléphants – Conférence de presse di Caroandstars

De l’eau pour les éléphants – Conférence de presse di Caroandstars

Reese Whiterspoon racconta che ha avuto un ottimo coreografo per le scene da fare con l’elefante ma che comunque il suo ruolo è stato una sfida. Christoph Waltz spiega come lavorare con un animale, nel suo caso un elefante, comporta molta più prudenza e attenzione rispetto a quando si recita con le persone, perchè l’animale reagisce a ciò che viene fatto, per cui spetta all’attore adattarsi alla creatura con cui lavora. A Robert viene chiesto come è stato il suo percorso all’interno di questo progetto. Robert racconta che al di là della scelta iniziale di questo copione e del fatto che si era sentito identificato con questo personaggio, il mondo ricreato da Francis Lawrence era così perfetto e dettagliato, e non ha parole per descriverlo che per lui è stato facile e istintivo reagire alla situazioni proposte. Nella prima domanda proposta dai giornalisti, aperta sia al regista che agli attori viene chiesto se lavorando nel mondo del cinema non è per loro come stare realmente in un circo. Francis spiega che lo è ma che il circo è costituito da tutti coloro che lavorano ad un film e che per un breve periodo della loro vita condividono tutto per poi tornare ad altri progetti. Rob allarga il discorso all’esperienza di finzione del circo nel circo stesso, nell’immaginare di vivere realmente, nella finzione come in un circo vero, e che era affascinato dalla vita del circo. Christoph dice però che tra la vita del circo reale e quella ricreata in un film c’è una “sottile” differenza, e fa l’esempio della ballerina del circo e del lanciatore di coltelli, e che è molto diverso ricreare per finta la stessa scena. Reese racconta nella necessità delle persone di cooperare insieme quando si lavora ad un film. Viene poi chiesto perchè hanno deciso di lavorare con un elefante e Lawrence racconta che quell’elefante gli era stato raccomandato, conosceva l’addestratore ed è andato a vedere Tai nel posto in cui vive con altri 6 elefanti, e lei è la più bella e la più in grado di fare trucchi rispetto alle altre, e Lawrence aggiunge che avendo lavorato con altri animali in precedenza come i cani (Io sono leggenda) bisogna prefigurarsi prima le reazioni degli stessi animali alle situazioni proposte. nel caso di Tai nel film, nelle scene in cui doveva essere picchiata da Christoph il regista e l’addestratore hanno provato tutta la sequenza immaginando come dovrebbe reagire Tai se picchiata e poi a Christoph hanno messo in mano un bastone senza punta e l’elefante reagiva ai comandi dell’addestratore, posto dietro la telecamera che gli diceva come muoversi per fingere fossero reazioni alle botte (muovi la bocca, sposta la testa etc). A quel punto Tai ascoltava solo gli ordini dell’addestratore, al montaggio ovviamente la voce dell’addestratore sparisce e si ha l’impressione sia stata picchiata. stessa cosa per tutte le scene con Tai . Reese racconta che all’inizio era spaventata all’idea di cavalcare un elefante ma che poi è riuscita, non prima che Francis le scattasse una foto di lei terrorizzata sull’animale, e che dopo tre mesi di training lei ha trovato un equilibrio con Tai e hanno imparato tutte le routine per il film anche con Christoph, e che cavalcare Tai è cavalcare un grande e lento cavallo. Viene chiesto poi a Francis Lawrence quando ha scoperto il libro della Sara Gruen e quale è stato il ruolo dell’autrice nella trasposizione, LaWRENCE spiega che il libro gli era stato consigliato dalla moglie che l’aveva letto e che lui si è assicurato che nel film ci fossero alcune scene (che hanno funto da punti di ancoraggio del film stesso) che erano tra le più gradite tra le fans del libro ma che poi ha apportato alcuni cambiamenti alla struttura del testo (tagliare le scene con il vecchio Jacob nella casa di cura, condensare August e Uncle Al in una sola persona etc, rendere il personaggio di August meno schizofrenico e dargli degli aspetti di umanità. Viene poi chiesto a Robert se il ruolo di eroe romantico che ha interpretato finora è qualcosa che vuole mettere da parte. E Robert risponde che non è un ruolo semplice da fare, che non vede perchè dovrebbe avversarlo e che ha fatto e farà ruoli diversi da quello. A questo punto viene chiesto a Christoph com’è per lui fare questo ruolo (simile a quello di Bastardi Senza Gloria) Christoph a questo punto ringrazia per l’opportunità di rispondere lui a questa domanda e dice quello che aveva appena detto a Robert sottovoce prima che rispondesse alla domanda sull’eroe romantico ovvero “abituati a questo tipo di domande”, e poi spiega, ci sono dei personaggi classici, e sia le caratteristiche fisiche dell’attore sia l’esperienza dell’attore nello stesso tipo di ruolo contano nel creare un casting che sia realistico, credibile agli occhi dello spettatore (oltre che del regista) questo discorso vale per lui e per Robert, che prende come esempio, avendo costruito loro una credibilità nei loro ruoli possono POI pensare di proporsi in ruoli diversi da quelli per i quali hanno già costruito una credibilità come attori, ed è ovvio pensare che sarebbero interessanti da vedere in altri ruoli diversi da quelli consueti dello schizofrenico o dell’eroe romantico, ma che è un processo progressivo (chapeau, Waltz, da parte mia NDT) Reese spiega che il suo ruolo è quello centrale nel film come catalizzatore delle passioni e delle emozioni ma che la parte più difficile in questo ruolo è stata esibirsi fisicamente nelle routines del circo, e che lei non ha dormito certe notti spaventata da quello che doveva fare, in più c’era questo personaggio di donna degli anni 30, senza educazione e opportunità che ha una sua vulnerabilità e forza allo stesso tempo. Lawrence racconta il senso di innocenza e purezza che ha daro al loro lavoro la presenza di così tanti animali, che riflette il senso dell’esotico che avevano i circhi degli anni 20 e 30 e che la gente di allora si meravigliava di poter vedere così tanti animali esotici come i leoni e gli elefanti, e poi racconta la difficoltà e la sfida di girare la scena della fuga degli animali dentro il tendone del circo, sia nella pianificazione della scena stessa, molto complessa perchè c’erano 600 persone, bambini compresi, e animali con differenti comportamenti da tenere presente sia al momento della sua realizzazione pratica (bellissimo il risultato però NDT) e Reese racconta che la scena era talmente spaventosa per loro che lei si è spaventata di più a vedere Christoph terrorizzato che urlava come una ragazzina quando lei lo doveva picchiare sulla schiena che la reazione di lui l”ha spaventata più che per la situazione in sè e che invece si è spaventata lei a vedere la tenda chiudersi con tutti loro detro, visto che era una tenda vera e non generata al pc . Rob racconta che alla ventesima ripresa in cui lui veniva messo a terra da Christoph e si è ritrovato faccia a terra con trecento persone che correvano vicinissime alla sua faccia ha avuto veramente paura per se stesso, specialmente quando le persone più anziane gli si avvicinavano. Francis racconta che per paradosso, nella scena è stato più difficile impedire che si vedesse che una ragazzina che si presupponeva dovesse piangere, cadere a terra ed essere portata via da uno delle comparse, stava in realtà ridendo . Viene chiesto infine se a esperienza conclusa sentono la mancanza degli animali. Reese spiega che è stata una esperienza molto emozionale, Lawrence che Tai si è resa conto che stava finendo questa esperienza, e l’ha manifestato a modo suo. Robert racconta l’emozione di andare in giro nella bocca di Tai, e dell’essersi addormentato in scena con lei e che è un’emozione che rare volte avviene di provare nella propria vita e Christoph dice che vuole andare a trovarla

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1 Commento per questo articolo

  • Fiammy

    Mentre guardavo il video per tradurlo mi stavo chiedendo appunto cosa stesse dicendo Waltz a Pattinson quando arriva implacabile la domanda sul ruolo dell’eroe romantico (che sottintende senza dirlo, Twilight) ma che non si sente nell’audio originale. la risposta arriva subito dopo : “get used to these kind of questions”. Abituati a questo tipo di domande, ma anche abituati agli stereotipi in cui verrai infilato anche se non vuoi. La risposta che segue da parte di Waltz che è un’autodifesa sua (che risponde indirettamente anche alle polemiche giornalistiche sulla sua partecipazione a WFE invece che a Dangerous Methods) a di Pattinson ma anche una spiegazione ben fatta e profonda sui meccanismi del cinema che sollecita una riflessione. Categorizzare un attore sulla base di un personaggio di successo (quello che è successo a Waltz e a Pattinson per versi diversi ma con uguale risultato) è un’esperienza facile, semplificativa delle capacità o dell’evoluzione di un attore. L’ingenuità di Pattinson nel rispondere alla prima domanda con una cosa che suona come “reagisco alle situazioni proposte nel film”, può essere facilmente fraintesa come mancanza di metodo recitativo, e invece è un segnale di spontaneità attoriale naturale. Pattinson ha dalla sua un’eleganza e una spontaneità di recitazione (che è probabilmente quello che ha in realtà attirato la Hardwicke verso Pattinson, oltre alla favoletta del provino a letto,più semplicemente, allo screen test i due stavano bene veramente insieme dell’immagine video, erano fisicamente credibili come coppia) che il tempo e l’esperienza affinerà come abilità consapevole. In quasi tre anni, Pattinson ha imparato a gestire la telecamera, specie negli show televisivi, non ancora questo tipo di conferenze stampa, nelle quali si “scopre” troppo. Eppure, parte del suo fascino è proprio nel non essere ancora “costruito”, “schermato” non ancora, appunto “used to these (stupid? ) quetions”. un bacio a tutte

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